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06 luglio 2020, Aggiornato alle 07,05
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Armatori

Confitarma in Parlamento contro le modifiche al Registro

Audizione alla Commissione Trasporti. Grimaldi: "Se la norma passa, come armatore mi conviene cambiare bandiera"


Il decreto legislativo di modifica del Registro internazionale per le imprese marittime che operano nel cabotaggio con navi rotabili e passeggeri (il cosiddetto emendamento "Cociancich), «discrimina la categoria dei ro-ro, sconosciuta al Codice della navigazione, per il quale esistono navi passeggeri e navi cargo. Un salto indietro di vent'anni». Così il presidente Confitarma, Emanuele Grimaldi, ha giudicato il decreto di "riodrino delle disposizioni legislative vigenti in materia di incentivi fiscali, previdenziali e contributivi in favore delle imprese marittime», approvato dal Parlamento a fine luglio.

La norma ha un iter da legge delega ed è in fase di discussione in Commmissione Trasporti che da qualche giorno ha avviato una serie di audizioni delle categorie interessate. 

L'analisi di Grimaldi
Come voce di Confitarma, Grimaldi, armatore di una delle flotte ro-ro e ro-pax più importanti al mondo, ha criticato fin da subito (al quale si è associato in seguito Federagenti) l'emendamento Cociancich come un danno per l'occupazione dei marittimi italiani. La norma prevede il ripristino dell'obbligo di imbarcare solo personale comunitario per le navi ro-pax iscritte al Registro internazionale che operano in tratte di cabotaggio anche internazionali. Confitarma prevede che se l'emendamento passasse così com'è diverse compagnie italiane cambieranno bandiera per continuare ad imbarcare anche personale extracomunitario. «Abbiamo fatto studi molto seri – spiega Grimaldi –, in termini di occupazione la normativa rischia di far perdere circa 1,500 posti di lavoro». Il presidente Confitarma ha portato a esempio la Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona che opera con la Grimaldi Lines. «Le nostre navi su quella rotta imbarcano circa il 70 per cento di italiani e il 30 per cento di spagnoli. Qualora passasse immutata questa riforma, questo servizio potrebbe essere fatto in modo molto più competitivo da una nave battente bandiera maltese, anzi, io stesso potrei innalzare bandiera maltese e approfittare delle sue regole a quel punto molto più flessibili sull'imbarco di extracomunitari».  

Nei prossimi giorni la Commissione Trasporti continuerà il confronto con governo, sindacati e altre categorie interessate dal decreto.