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19 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,38
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Confetra Friuli Venezia-Giulia: 29 settembre data storica

I meriti di Parisi, il nuovo partner tedesco, l'IVA mancata, la natura del porto franco. L'associazione logistica territoriale celebra la nuova Piattaforma Logistica di Trieste

La nuova Piattaforma Logistica di Trieste in un'immagine recente

a cura di Confetra Friuli Venezia-Giulia

Il 29 settembre si conferma data storica nelle relazioni di Trieste con la Mitteleuropa e quest'anno è stata propiziata da una bella giornata di sole, di quelle che rincuorano e fanno ben sperare. Assistendo alla cerimonia ufficiale di fine lavori per la Piattaforma Logistica di Trieste, molte parole sono state spese per celebrare il nuovo terminal rubato al mare, ma soprattutto veniva riconosciuto il ruolo europeo del nostro porto, sintetizzato nello slogan "Ein Hafen für Europa".

Grande merito e ringraziamento per la capacità di visione e la tenacia nel portare avanti il progetto va ad uno dei partner principali nonché nostri soci fondatori, Francesco Parisi s.p.a. Casa di spedizione storica, tra le prime in Europa, a testimonianza della qualità del tessuto imprenditoriale locale proiettato su scala mondiale. Ma tutti i terminalisti, le case di spedizione, le agenzie marittime, i vettori ferroviari hanno lavorato duramente per tanti anni in competizione con porti unionali meno schiacciati dalla pressione fiscale e dalla burocrazia del nostro, guadagnando per Trieste un credito internazionale di credibilità ed affidabilità. In particolare, vanno tenute bene a mente la perseveranza e la resilienza dei terminalisti operanti nei settori dei traffici unitizzati, in primis Trieste Marine Terminal e Samer Seaports. 

A conferma di ciò i nuovi partner tedeschi della Hamburger Hafen Logistik AG hanno deciso di investire qui e non altrove ed è ben risaputo che in Germania, dove nulla accade per caso, le decisioni vengono ponderate con molta cura ed attenzione. Le parole dell'AD Titzrath sul futuro sviluppo dell'area sono concise e chiare: «Precisione prima della velocità». Condividiamo ogni singola parola. Il risultato è il perfetto esempio del lavoro fatto dalle nostre Imprese assieme al Presidente D'Agostino. Lavoro, serietà e risultati. Questo è l'unico modo per convincere partner internazionali ad investire e credere nelle nostre Imprese e nel nostro Paese. 

Condividiamo pienamente anche le parole del Direttore nazionale di Confetra, Ivano Russo, laddove in relazione all'operazione sulla Piattaforma Logistica di Trieste afferma che il puro transito di merci produce valore relativo. Meno azzeccato ci pare il paragone azzardato dalla stampa sull'oleodotto SIOT-TAL, laddove si lamenta il mancato incasso dell'IVA sul petrolio che vi transita per i Paesi centroeuropei. Tuttavia una modifica della legge sull'IVA che permetta agevolmente l'importazione in Italia di merci destinate al consumo in altri Paesi unionali è una delle tante battaglie che Confetra Fiuli Venezia-Giulia conduce inascoltata da anni. 

Ma al di là dell'IVA, la creazione di vero valore aggiunto all'interno della filiera logistica è l'obiettivo che questa Confetra regionale persegue da anni, chiedendo al governo italiano di utilizzare l'asset competitivo del regime di porto franco internazionale per consentire le lavorazioni industriali delle merci che transitano attraverso il nostro porto. Tale concreta possibilità è però vanificata dalla sordità delle stanze romane e dalla mancanza di consapevolezza dei politici verso il principio di extradoganalità: in pratica viene opposto che il codice doganale comunitario include il porto di Trieste fra le zone franche comunitarie e non fra i territori extradoganali, dimenticando che era ed è competenza dello Stato membro indicare all'Unione europea quali siano i territori extradoganali, fra cui si deve porre il porto di Trieste, come sancito da norme di diritto internazionale pubblico, che l'Italia, volente o nolente, è tenuta a rispettare. Il regime di Porto franco andrebbe usato per creare economia, occupazione e ricchezza sul nostro territorio e non vissuto come anomalia da scansare. 

Sul punto, tuttavia, siamo ottimisti. Il primo ottobre scorso, dopo un'apposita audizione alla quale abbiamo contribuito attivamente, il Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha approvato una mozione, votata da tutti gli schieramenti politici presenti, che impegna il Presidente della Regione a pretendere il pieno rispetto dell'extradoganalità del porto franco e l'avvio delle necessarie procedure governative in tal senso. Vedremo se a Roma l'encefalogramma politico rimarrà piatto oppure perverrà qualche segno di vita. Sia chiaro, non abbiamo più intenzione di piegare la testa: lavoro, serietà e risultati. Questi sono i nostri valori e da imprenditori pretendiamo dalle Istituzioni precisione, visto che parlare di velocità non è proprio il caso.