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16 maggio 2022, Aggiornato alle 17,07
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Politiche marittime

Civitavecchia, 2022 all'insegna della cautela di bilancio

I conti del 2021 sono stati calmierati dai ristori e i traffici sono andati bene. Primato mondiale sul crocierismo con appena 509 mila passeggeri a bordo delle navi

Il presidente del sistema portuale di Civitavecchia, Pino Musolino

Il 2021 si è chiuso con dati di traffico complessivamente positivi per la rete dei porti della Capitale, cioè Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, che aprono però a un 2022 di una certa cautela, soprattutto guardando al bilancio dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale, a cui lo scorso anno si è potuto porre rimedio solo grazie ai ristori.

Nonostante nel 2021 il porto di Civitavecchia sia stato il primo a livello mondiale per la ripartenza delle crociere, chiudendo con 519 mila passeggeri, rispetto ai 205 mila del 2020, per tornare ai numeri del 2019 mancano ancora 2,1 milioni di crocieristi e circa mezzo milione di passeggeri delle autostrade del mare. 

Sul fronte delle merci, invece, Civitavecchia cresce del 20,2 per cento rispetto al 2020 e di quasi l'1 per cento anche rispetto al 2019, con Gaeta che migliora di circa il 15 per cento rispetto a due anni fa, mentre il porto di Fiumicino risente della drastica riduzione del traffico aereo e quindi dell'utilizzo del jet-fuel, essendo i carburanti sostanzialmente l'unico prodotto movimentato. I dati sulle autostrade del mare confermano il porto di Civitavecchia come uno dei principali hub del settore.

In generale, il traffico complessivo del 2021 è pari a circa 13,3 milioni di tonnellate di merce movimentata, in crescita di circa il 18 per cento, (oltre 2 milioni di tonnellate in più) rispetto al 2020. Il 72 per cento del traffico, 9,5 milioni di tonnellate è stato realizzato nel porto di Civitavecchia, il restante su Gaeta e Fiumicino.

Rispetto al 2019, nel 2021 Civitavecchia cresce dell'1 per cento nel traffico, Gaeta del 15 per cento; per Fiumicino la flessione è del 44 per cento.

Nel 2021 le merci liquide crescono del 34 per cento, del 31 per cento nel 2019. Le merci solide segnano un più +17 per cento. Il carbone cresce del 22 per cento, per un volume complessivo di 1,9 milioni di tonnellate, e di oltre il 65 per cento il traffico di prodotti metallurgici e minerali, che si confermano quale seconda tipologia di traffico tra le rinfuse solide, pari a circa 342 mila tonnellate complessive.

In crescita del 6 per cento il tonnellaggio di merci trasportate in container, pari a quasi 1 milione di tonnellate, ma in numero di container, in TEU, pari a 100,248, la flessione è del 6 per cento, causata per lo più per il calo dei vuoti imbarcati e sbarcati (-17%; -5.838 TEU) a differenza dei TEU pieni che risultano sostanzialmente stabili (-0,8%).

Passando al traffico dei rotabili, la crescita è stata sensibile: Civitavecchia del 17,5 per cento sul 2020 e del 5,6 per cento sul 2019.

«Apriamo l'anno – commenta il presidente dell'Adsp, Pino Musolino - con un sano ottimismo, unito alla piena consapevolezza delle questioni che restano sul tappeto, a partire da quelle occupazionali per arrivare a quelle di bilancio, e del fatto che soltanto portando a termine il lavoro di riorganizzazione, riequilibrio e ristrutturazione dell'ente si potranno dare le risposte necessarie al rilancio di tutto il network, ricreando le condizioni necessarie per creare nuovi posti di lavoro, riassorbendo quelli oggi messi a rischio dalla crisi pandemica».