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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Caronte & Tourist in amministrazione giudiziaria

La Direzione Investigativa Antimafia blocca il patrimonio della famiglia Buda - collegata al clan Imerti-Condello - gestore di bar e servizi di bordo sulle navi della compagnia di Messina

(John Menard/Flickr)

Scatta l'amministrazione giudiziaria per Caronte & Tourist. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA), coadiuvata dalla Procura di Reggio Calabria, ha dato esecuzione al provvedimento del Tribunale locale, della durata di sei mesi, nei confronti della storica compagnia che collega via mare lo Stretto di Messina.

Il valore della compagnia di navigazione stimato dal provvedimento è di 500 milioni di euro, con un capitale sociale di 2,37 milioni.

Le indagini farebbero emergere la permeabilità della società Caronte & Tourist alle infiltrazioni della criminalità organizzata, oltre ad agevolazioni in favore di soggetti legati alla ìndrangheta. In particolare, le imprese nelle disponbilità delle persone oggetto dei beni sequestrati hanno gestito bar, ristorazione e servizi di pulizia a bordo della navi della compagnia di Messina, oltre a servizi di prenotazione per gli autotrasportatori in imbarco. Inoltre, figurano agevolazioni sull'assunzione del personale, con retribuzioni – sempre sulla base delle indagini – destinate a persone in latitanza o sottoposte a misure cautelari.

Sulla base degli accertamenti patrimoniali sono stati anche sequestrati i beni appartenenti alla famiglia Buda di Villa San Giovanni, foderata, secondo gli inquirenti, alla cosca Imerti-Condello. Sequestrate due ditte del patrimonio dei Buda, cinque appezzamenti di terreno, due appartamenti e un garage, sempre a Villa San Giovanni, più un appartamento a Lissone, in provincia di Messina.

Il decreto del Tribunale è stato emesso su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Musolino e Walter Ignazitto, coordinati dai procuratori aggiunti Calogero Gaetano Paci e Giuseppe Lombardo, che hanno delegato alla DIA gli accertamenti patrimoniali, dopo le acquisizioni investigative dell'operazione giudiziaria "Scilla e Cariddi". Il valore complessivo dei sequestri della famiglia Buda è stato stimato in circa 800 mila euro.

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