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02 dicembre 2021, Aggiornato alle 13,27
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Politiche marittime

Caro noli marittimi, l'agroalimentare Ue non ne può più

Le associazioni CELCAA, Copa-Cogeca e FoodDrinkEurope scrivono a Bruxelles denunciando una situazione insostenibile che rischia di far fallire tante aziende

(SoPHie/Flickr)

In una lettera inviata a Flavio Coturni, capo unità della direzione generale per il commercio dell'Unione europea, le associazioni europee del commercio agroalimentare, CELCAA, Copa-Cogeca e FoodDrinkEurope, denunciano un rincaro dei trasporti marittimi che si fa sempre più insostenibile e rende la catena logistica europea meno.

«La mancanza di capacità di trasporto – scrivono - porta ad aumenti dei costi che non possono essere assorbiti dai distributori europei legati da contratti a lungo termine. Per molti, l'attuale costo elevato delle spedizioni in container può avere esiti fatali, portare al rischio di fallimento. Come primo esportatore di prodotti agroalimentari, che rappresentano nel 2020 un valore di 184,3 miliardi di euro, è in gioco anche la reputazione dell'Ue come partner commerciale affidabile».

Come riferisce lo Shanghai Containerised Freight Index, i noli marittimi viaggiano attualmente a una media superiore ai 6 mila dollari per TEU, con punte - casi eccezionali - di 20 mila dollari. Nel quarto trimestre 2020 la capienza di trasporto sulle portacontainer è cresciuta del 4 per cento, a fronte di un aumento dei traffici del 9,5 per cento. I porti, soprattutto quelli della costa Occidentale degli Stati Uniti, sono ciclicamente congestionati. Senza dimenticare la cronica scarsità di materie prime seguita dalla ripresa dei consumi post-pandemia. Una situazione che diventa sempre più insostenibile, sia per i produttori che per gli stessi trasportatori che devono caricare o scaricare la merce dalle navi e portarla a destinazione. 

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Tag: economia