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15 giugno 2019, Aggiornato alle 22,33
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Carburante a basso contenuto di zolfo, armatori incerti sui costi

Un'analisi di Drewry sostiene che il passaggio alle nuove regole Imo costerà al settore una cifra tra i 10 e i 15 miliardi di dollari


Continuano le incertezze degli armatori sul modo migliore per prepararsi all'adozione dei nuovi regolamenti dell'Imo che rendono obbligatorio l'uso di carburanti a basso contenuto di zolfo da parte delle linee di navigazione containerizzate a partire dal 2020. Un'analisi della Drewry sostiene infatti che i vettori non sono sicuri se demolire le navi più vecchie e meno efficienti per quanto attiene al carburante prima della data di scadenza perché resta poco chiaro quanto costerà il più oneroso olio combustibile a basso contenuto di zolfo. 

Gli analisti, riferiscono Lloydslaodinglist.com e Cisco, hanno stimato che le nuove regole potrebbero costare al settore del trasporto marittimo containerizzato una somma situata in qualche punto fra i 10 ed i 15 miliardi di dollari Usa l'anno prossimo a seconda del prezzo dei nuovi carburanti maggiorati. L'incessante aumento al rialzo del greggio Brent quest'anno sta ulteriormente intorbidendo lo scenario. "Le notizie secondo cui gli Stati Uniti cesseranno di concedere deroghe all'importazione di petrolio iraniano soggetto a sanzioni contribuiranno all'aumento delle spese operative dei vettori a breve termine, ma è la mancanza di visibilità circa i costi straordinari del carburante correlati all'Imo 2020 a rendere più difficile la programmazione molto più in là" afferma la Drewry. 
 

Tag: logistica - zolfo