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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Canone demaniale, Tar Toscana accoglie ricorsi di Marina Cala de' Medici

Il porto turistico aveva contestato la determinazione economica operata dal Comune di Rosignano Marittimo


Il Tar della Toscana ha accolto i sei ricorsi riuniti presentati dalla società Marina Cala de' Medici SpA contro la determinazione del canone demaniale operata dal Comune di Rosignano Marittimo. In particolare – rende noto la direzione del porto turistico toscano in una nota congiunta con Nautica Italiana – si è statuito che, in applicazione del principio sancito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 29/2017, con riferimento alle concessioni demaniali che prevedono la realizzazione di infrastrutture da parte del concessionario, occorre considerare la natura e le caratteristiche dei beni oggetto di concessione quali erano all'avvio del rapporto concessorio e non le caratteristiche che i beni stessi hanno assunto a seguito degli investimenti e dei lavori eseguiti dal concessionario.


La tesi di Marina Cala de' Medici

 

In altre parole, come sostenuto da Marina Cala de' Medici, secondo la Finanziaria 2007 il canone avrebbe dovuto essere commisurato sulle estensioni di superficie (terrestre e marittima) che costituivano l'oggetto originario della concessione, invece che sulle consistenze rilevate (tramite l'apposito modello D1) a conclusione dei lavori, a seguito degli ingentissimi investimenti operati per la realizzazione del porto turistico. Il presidente del CdA di Marina Cala de' Medici, l'avvocato Flavia Pozzolini (che ha anche difeso in giudizio la società), esprime la propria soddisfazione nel vedere accolta una tesi che, all'indomani dell'approvazione della Finanziaria 2007, pareva trovare scarsi consensi tra gli operatori del diritto, ma che nel caso concreto riesce a contemperare i contrapposti interessi in gioco.

 

I commenti


"Questa sentenza rappresenta una pietra miliare nella portualità italiana – ha commentato Matteo Italo Ratti, amministratore delegato della società, nonché Consigliere del Comitato di Presidenza di Nautica Italiana con la delega ai Porti e Marine – Dopo oltre 10 anni di contenziosi e di incertezza, viene finalmente fatta chiarezza. Chiarezza necessaria per la rinascita del settore della nautica, che ha come fondamento della sua ripresa la solidità economico finanziaria delle infrastrutture portuali del paese".


Anche il presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli, è intervenuto sulla questione: "questa sentenza rappresenta un grande risultato anche per l'intero comparto della nautica in Italia. Nautica Italiana ha sostenuto fin dall'inizio la posizione di coerenza giuridica tenuta da Marina Cala de' Medici, sostenendo le aziende "Porti e Marine" che, oltre a costituire più dell'8% dei Soci, rappresentano un'eccellenza del Paese".