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29 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,41
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Cambio equipaggi, cluster marittimo internazionale chiede l'esenzione dei visti

Tredici organizzazioni, Ue e non, scrivono agli Stati membri per avviare misure urgenti, aiutando tra i 200 e i 300 mila lavoratori, alcuni dei quali da quindici mesi a bordo di un mercantile


Continua l'attività di pressione del cluster marittimo internazionale sull'Unione europea e sui governi degli Stati membri per accelerare il processo di facilitazione del cambio degli equipaggi sui mercantili. Tredici organizzazioni rappresentanti le parti sociali marittime europee e internazionali hanno scritto una lettera ai governi degli Stati membri dell'Unione europea, incluso ovviamente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo l'esenzione temporanea dei visti per i marittimi, dichiarati "lavoratori chiave" qualche settimana fa da altri tredici Stati membri, anche extraeuropei.

È stata sottoscritta da: European Community Shipowners' Associations (ECSA), International Chamber of Shipping (ICS), International Transport Workers' Federation (ITF), European Transport Workers' Federation (ETF), Bimco, World Shipping Council, Intertanko, CLIA Europe, Asian Shipowners' Association (ASA), International Maritime Employers' Council (IMEC), InterManager, International Association of Dry Cargo Shipowners (InterCargo) e International Parcel Tankers Association (IPTA).

Sarebbero circa tra i 200 mila e i 300 mila i marittimi nel mondo che hanno bisogno del cambio di turno a bordo delle navi mercantili. «Alcuni di loro hanno trascorso 15 o più mesi a bordo, ininterrottamente,  sono stanchi e affaticati.  Un numero analogo di nuovi membri di equipaggio deve viaggiare per unirsi a loro», spiega Livia Spera, segretario generale dell'ETF.

I problemi principali su cui intervenire sono due:

• la mancanza di un visto (VISA) di rilascio all'arrivo in aeroporto per i marittimi che si uniscono a una nave battente bandiera straniera rispetto al Paese di transito, o che transitano per nirsi a una nave situata in un altro Stato membro Ue;

troppo breve il limite di tempo, compreso tra le 4 e le 72 ore, per i marittimi extracomunitari concesso dai Paesi di transito prima della partenza. Rende molto complicato allineare lo sbarco alle opzioni di volo, visto che il traffico aereo è limitato verso alcuni Paesi.

Il primo problema, spiegano le associazioni, è risolvibile con un'esenzione temporanea del VISA, perché accelererebbe i preparativi per le partenze dai Paesi terzi. Un'altra soluzione, meno efficace, sarebbe «un'emissione tempestiva» del visto da parte delle missioni consolari. Ma, come spiega il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, «anche se le ambasciate stanno gradualmente tornando alla normalità e si sono mostrate  costruttive nel trattare le domande di visto, potrebbero, almeno quelle italiane, non essere in grado di fronteggiare l'aumento stimato della domanda di visti, che nei prossimi mesi dovrebbe aumentare tra il doppio e il triplo rispetto al volume normale».

Stiamo parlando di lavoratori attualmente in stato di stress, che si trovano a bordo di mercantili che trasportano energia, cibo, medicine e forniture mediche. «Confitarma, quale membro di ECSA, ICS, Intertanko, Intercargo, BIMCO e IMEC, aderisce al cento per cento al contenuto di tale lettera», continua Mattioli, parlando «di una crisi umanitaria che deve essere risolta. Qualsiasi interruzione del flusso degli scambi potrebbe avere conseguenze devastanti per la fase di ripresa».

«Mi fa piacere rilevare – aggiunge  Mattioli – che nella lettera al presidente Conte venga sottolineato che tutti gli stakeholder italiani, in particolare Confitarma, hanno lavorato costantemente negli ultimi mesi per consentire i cambi dell'equipaggio. Purtroppo, le richieste di intervento sono state finora in gran parte senza risposta».

Le linee guida sulle misure da adottare da parte degli operatori e delle autorità in modo che i marittimi siano designati "lavoratori chiave" e i loro viaggi facilitati sono incorporati nei protocolli dell'International Maritime Organization. Analogamente, negli ultimi mesi la Commissione europea ha pubblicato alcuni orientamenti.