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14 ottobre 2019, Aggiornato alle 10,00
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Cagliari, i 207 del porto canale in cassa integrazione

Lo annuncia l'assessore al Lavoro della Sardegna, Alessandra Zedda. 80 per cento dello stipendio coperto per un anno


Scatta la cassa integrazione per i lavoratori del porto canale di Cagliari, senza navi da diversi mesi. Mentre Autorità di sistema portuale della Sardegna e governo sono al lavoro per rilanciare le attività, l'assessore al Lavoro della Regione Sardegna, Alessandra Zedda, ha annunciato mercoledì che per i 207 dipendenti del terminal container è stato avviato l'ammortizzatore sociale.

Questa cassa integrazione coprirà l'80 per cento dello stipendio per un anno (il 71 per cento a carico del ministero del Lavoro, il 9 a carico dell'azienda) e include, come stabilito dal "decreto Genova", un programma regionale di politiche attive del lavoro.

Zedda si è detta soddisfatta «per il buon esito della vertenza che consentirà ai lavoratori di ricevere presto gli ammortizzatori sociali. Ora puntiamo, con il presidente della Regione, sul rilancio del Porto Canale e delle sue attività, considerando la strategicità dell'attività di transhipment per il porto di Cagliari, così da conquistare un ruolo strategico nel Mediterraneo».

Sul piatto ci sono principalmente la Zona economica speciale (Zes) e una fiscalità di vantaggio, direttamente o indirettamente proveniente dalla Zes. La cosa certa è che in futuro verrà lanciato un nuovo bando per insediare un nuovo operatore nel terminal container.