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Bruxelles vuole un'Unione doganale entro il 2027

L'ultimo regolamento approvato dalla Commissione europea istituisce l'EU Customs Single Window Certificates Exchange System (EU CSW-CERTEX), quello che diventerà lo sportello unico doganale europeo


di Paolo Bosso

La Commissione Ue ha approvato un nuovo regolamento per lo "sportello unico doganale" europeo (EU Single Window Environment for Customs), il sistema elettronico centralizzato che unifica gli sportelli unici doganali degli Stati membri velocizzando le attività di controllo, configurando il mercato unico europeo come un'unica dogana.

La proposta contenuta nel regolamento, spiega la Commissione Ue, «è il primo passo nella creazione di un quadro digitale per una cooperazione rafforzata tra tutte le autorità di frontiera, attraverso uno sportello unico». È un regolamento (qui il documento completo) che funziona come un pacchetto di linee guida, stabilendo ruoli e responsabilità più nette per l'EU Customs Single
Window Certificates Exchange System
(EU CSW-CERTEX), il progetto pilota di single window doganale europea sperimentato inizialmente da cinque Stati membri nel 2015. Sostanzialmente, gestisce le modalità di archiviazione dei dati sulla merce e coordina le autorità di controllo dei singoli Paesi.

È sul solco del piano d'azione per l'unione doganale del 2018 e dovrebbe avere una prima implementazione nei prossimi sette anni, alla fine del 2027. Il budget a disposizione (2021-2027) per riuscirci è di 950 milioni di euro. Tecnicamente, segue il progetto pilota EU Customs Single Window-Common Veterinary Entry Document (EU CSW-CVED), quello lanciato nel 2015. La chiave del suo funzionamento sta nel fatto che dovrà portare in futuro alla creazione di un'unica interfaccia doganale per le autorità di controllo, i porti, gli armatori, gli spedizionieri, gli autotrasportatori, gli agenti marittimi, e i caricatori in generale. Ovvero, un luogo dove far dialogare tra loro le autorità di controllo e tutti i soggetti coinvolti nel trasporto di una merce. Una miriade di soggetti. Ci sono le autorità di controllo del ministero della Salute, dell'Interno, dell'Ambiente, dell'Agricoltura, della Pesca. Quanto più gli interventi di tutti questi soggetti è veloce, fino all'immediatezza digitale, tanto più il mercato è competitivo, reattivo, facendo lavorare meglio gli hub di arrivo, destinazione e transito.

Un'interfaccia digitale che deve rispondere a tutte queste istanze è una cosa enorme, ed è la ragione per cui se ne parla e vi si lavora da tanti anni. Oggi ci sono molti più strumenti rispetto al passato per realizzarla. Come la blockchain, la "catena dei blocchi" alla base delle criptovalute, che rende lo streaming dei dati doganali, incorruttibili, più stabili e sicuri. Si tratta di creare una dogana unica per il mercato più popoloso al mondo, quello dell'Unione europea, destinazione principale delle merci prodotte in Asia. Dovrebbe essere inviolabile, o perlomeno molto difficile da hackerare, ed essere capace di vidimare, certificare, approvare, rifiutare, istantaneamente "in streaming", facendo risparmiare un sacco di tempo.

Il mercato unico europeo è popolato da oltre 400 milioni di persone, rappresentando il 15 per cento del commercio mondiale, pari a oltre 3 mila miliardi di valore, lavorando ogni anno a non meno di 300 milioni di dichiarazioni doganali per circa 25 miliardi di euro di dazi.

Per il Commissario all'Economia dell'Ue, Paolo Gentiloni, «le dogane e le altre autorità competenti devono agire all'unisono, con un approccio più olistico ai numerosi controlli e procedure necessari per un commercio regolare e sicuro. La proposta [della Commissione europea] è il primo passo verso un ambiente doganale completamente privo di supporti cartacei e integrato e una migliore cooperazione tra tutte le autorità alle nostre frontiere esterne. Esorto tutti gli Stati membri a fare la loro parte per renderlo una vera storia di successo».

Tag: dogane - bruxelles