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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Logistica

Autotrasporto, 50 milioni di incentivi al 2022

Tra cui, 5 milioni per la trazione alternativa e 35 milioni per la rottamazione. All'assemblea Fai-Conftrasporto le sfide del comparto: carenza di autisti e formazione costosa

(Alang7™/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Carenza di personale viaggiante, green pass, transizione energetica, incentivi per il rinnovo del parco veicolare e le aspettative sulla prossima legge di bilancio. L'assemblea annuale di Fai-Conftrasporto, tenutasi domenica scorsa a Napoli, alla stazione marittima, è stata all'insegna delle sfide che caratterizzano il mondo dell'autotrasporto italiano e internazionale.

Intanto in Italia si riparte dal decreto incentivi 2021-2022, che vede una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro ripartiti in due anni. 5 milioni per i veicoli a trazione alternativa: metano, gas, ibrido, elettrico; 35 milioni per la rottamazione pari o superiore le 7 tonnellate; 10 milioni per i semirimorchi e i rimorchi rispondenti alla normativa UIC e IMO. L'importo massimo ammissibile per azienda è di 700 mila euro, con i beni acquistati che devono rimanere disponibili fino al 2025.

L'economia post-lockdown è ripartita frammentata, con le fabbriche che non riescono a tenere il ritmo della domanda. La logistica rispecchia questa ripresa discontinua non riuscendo a distribuire le merci con efficienza. «La crescita del costo delle materie prime è una delle criticità principali che sta affrontando il comparto», spiega Pasquale Russo, segretario generale della Fai. «In meno di un anno - continua - rischiamo un calo dei volumi». Ad ottobre Electrolux, multinazionale svedese degli elettrodomestici, ha ridotto la produzione, come tanti altri costruttori simili, sempre per l'indisponibilità di materie prime, come i semiconduttori. Sul fronte marittimo, negli ultimi dieci mesi i noli hanno raggiunto picchi di 20 mila dollari per una spedizione dall'Asia all'Europa. Numeri che non permettono in alcuni casi di sostenere un trasporto renumerativo fino all'ultimo miglio.

A questo si aggiunge la crescita del costo del gasolio, dopo anni di prezzi tutto sommato contennuti. Oggi è pari a circa un terzo della spesa di trasporto, prendendo come rotta una Napoli-Milano-Napoli con un nolo di 1,800 euro e un consumo complessivo di 500 litri: totale, 409,50 euro di spesa. Siamo lontani dai picchi dell'inizio del 2012, quando ci si muoveva sugli 1,750 euro/litro. Oggi, ultimo aggiornamento a settembre, il costo è sui 1,517 euro/litro, dopo il ribasso anomalo (perché in lockdown) di maggio 2020, quando si è raggiunto i 1,255 euro/litro.

È diventato molto complicato ottenere una Carta di qualificazione del conducente (CQC). Quella che riguarda le merci è una licenza obbligatoria per tutti dal 2009, anche se non in tutti i casi, e richiede un lungo percorso di formazione particolarmente costoso. Secondo Russo «andrebbe riformata, sia per l'onere che per il tempo richiesto per ottenerla». Costa infatti tra i 6 e i 7 mila euro e può richiedere fino a un anno di formazione.

La carenza cronica di autisti è un problema solo in parte collegato all'ottenimento della CQC. Mancano gli autisti anche negli Stati Uniti e in Germania, nell'ordine delle decine di migliaia di persone. L'American Trucking Associations calcola che nel 2023 potrebbero mancarne fino a 100 mila. «Una soluzione potrebbe arrivare dalle scuole di formazione», afferma il segretario regionale Fai, Ciro Russo, «la Germania, per esempio, ha aperto delle scuole in Sud America per andare incontro alla domanda di autisti. Anche l'Italia dovrebbe fare lo stesso. Muoversi già adesso, avviare centri di formazione specializzati, bacini a cui le imprese di autotrasporto possano attingere nei prossimi anni».

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