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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Assospena, Forges: "Creiamo a Napoli un modello di efficienza dei controlli doganali"

L'associazione degli spedizionieri ha tenuto la sua assemblea annuale


I have a dream. Dopo Martin Luther King, lo ha detto anche Augusto Forges Davanzati. Ma mentre il leader della comunità nera degli Stati Uniti si batteva per il riconoscimento dei diritti civili, il presidente di Assospena si abbandona ad un sogno meno eclatante e comunque ambizioso: «Creare un modello Napoli di efficienza nei controlli doganali della merce che gli spedizionieri partenopei possano esportare sui mercati per dare certezza agli operatori che si servono di questo scalo». L'idea è stata lanciata nel corso dell'assemblea dell'associazione tenuta venerdì presso l'Hotel Romeo, che – oltre al rinnovo delle cariche – ha fornito l'occasione per ragionare sulle problematiche legate alla complessa attività di doganalista e sul futuro della categoria.

«Per ottenere certezza sulla tempistica dei controlli doganali in porto - ha spiegato Forges - c'è bisogno dell'impegno e del coinvolgimento di tutti, enti pubblici e aziende private. Oggi la tempistica media a Napoli per i container è di circa 4 giorni e mezzo. Ma il sistema è migliorabile se ci lavoriamo insieme come una squadra».

Pronto alla collaborazione, il direttore dell'Ufficio delle Dogane di Napoli 1 Pasquale De Lucia, il quale sottolinea che la porta del suo ufficio «è sempre aperta per gli operatori corretti».  Ovviamente ci sono delle criticità: «Se per effettuare un controllo – afferma De Lucia – bisogna scaricare un intero contenitore, è evidente che i tempi si dilatano. Stesso discorso vale per lo sportello unico doganale. Noi assicuriamo la contestualità dei controlli, importante per essere più veloci. Però ho notato una certa resistenza all'utilizzo dello sportello. Il nostro obiettivo però rimane quello di  facilitare le operazioni doganali. Abbiamo stabilito che i controlli debbano essere fatti il giorno successivo all'arrivo del container. Ma a volte capita che manca addirittura il contenitore da controllare».

Talvolta le difficoltà possono nascere anche a causa di strutture ancora inadeguate. Il  presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale, Pietro Spirito, ritiene assolutamente necessario digitalizzare il porto. «Noi oggi in questo campo siamo all'età della pietra – dichiara Spirito –. Abbiamo bisogno del network della fibra ottica nel porto. Queste tecnologie sono le autostrade su cui dobbiamo camminare. Sul piano delle infrastrutture fisiche stiamo recuperando il ritardo, ma dobbiamo fare ancora passi da gigante nelle infrastrutture immateriali».

All'incontro, tra gli altri, sono intervenuti anche Massimo De Gregorio (presidente Anasped), Giovanni De Mari (presidente consiglio Nazionale spedizionieri doganali) ed Enrico Perticone (vice-presidente Consiglio Nazionale Spedizionieri doganali).