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13 agosto 2022, Aggiornato alle 15,15
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Politiche marittime

Assoporti e il cluster marittimo chiedono un Draghi II

Per 24 associazioni di categoria dei trasporti marittimi e terrestri la riconferma del premier è l'unica strada per attuare le riforme del PNRR

Il presidente del consiglio dimissionario, Mario Draghi (FinnishGovernment/Flickr)

Terminalisti portuali, agenti marittimi, spedizionieri, autotrasportatori, piloti, armatori e la pubblica amministrazione portuale italiana si appella a un Draghi II, all'indomani delle dimissioni del premier Mario Draghi dopo il voto di fiducia sul decreto "Aiuti". «L'Italia non può restare senza una guida autorevole e sicura in un momento storico come quello che stiamo vivendo», scrivono in una nota congiunta 24 associazioni di categoria della logistica dei trasporti, terrestre e marittima: Conftrasporto, Confetra, Anasped, Angopi, Anna, Assarmatori, Assiterminal, Assocad, Assocostieri, Assoferr, Assologistica, Assotir, Associazione Nazionale Gestori rifiuti Manutenzioni Spurghi reti fognarie e idriche, CLIA, Fai, Fedepiloti, Federagenti, Federlogistica, Federtraslochi, Fedespedi, Fiap, Fise Uniport e Unitai.

Anche Assoporti è dello stesso avviso, sottolineando come il governo Draghi permetta quella stabilità necessaria per le riforme e soprattutto la messa a terra degli investimenti europei del PNRR. «Abbiamo affrontato il tema con tutti i presidenti delle autorità portuali», afferma il presidente dell'associazione, Rodolfo Giampieri, «e riteniamo che l'incertezza potrebbe rallentare procedure e attività necessarie per la portualità in termini di competitività e sviluppo, anche in prospettiva delle prossime scadenze previste per i progetti inseriti nel PNRR. Questo rallentamento sarebbe un danno per qualsiasi governo in carica e per questo ci auspichiamo che ciò possa essere scongiurato».

Il cluster delle 24 associazioni chiede «un atto di responsabilità da parte delle forze politiche presenti in Parlamento affinché, senza indugi e trattative, esprimano la loro fiducia all'esecutivo permettendogli di continuare a lavorare sui tanti dossier aperti. Le tensioni geopolitiche che non accennano a diminuire – conclude la nota - le loro conseguenze dirompenti sull'economia internazionale e la necessità di procedere velocemente nell'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza impongono una necessaria continuità nell'azione di governo, che non può e non deve essere messa a repentaglio", concludono le sigle associative, rappresentative del cluster marittimo, portuale, ferroviario e logistico italiano».

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Tag: economia