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18 settembre 2020, Aggiornato alle 18,37
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Assocostieri al governo: "Non freniamo la transizione energetica"

Secondo l'associazione dei depositi energetici costieri, la recente revisione delle accise rischia di rendere più conveniente l'utilizzo dei carburanti tradizionali


La revisione dei sussidi erogati alle fonti fossili – riformulati negli ultimi decreti economici – rischia di non essere coerente con le politiche energetiche, comunitarie e nazionali, che spingono sull'abbattimento dell'inquinamento. L'abbattimento di alcune accise va mantenuto, alcuni incentivi vanno tolti, altrimenti si rischi di frenare la transizione energetica verso carburanti più puliti.

Secondo Assocostieri, intervenuta alla  Commissione per la transizione energetica del ministero dell'Ambiente, bisognerebbe che al settore venisse garantita la neutralità tecnologica, in un mercato fatto di prezzi equi e competitivi, elementi ad oggi non ancora sufficientemente maturi e che andrebbero invece incentivati «in tutti i settori di utilizzo, anche attraverso la promozione dei combustibili alternativi».

L'associazione nazionale dei depositi energetici costieri ha invitato la commissione del dicastero ambientale a considerare le peculiari regole di mercato del trasporto marittimo e aereo, che «devono essere coerenti e concorrenti con quelle adottate su scala globale», spingendo sullo sviluppo del gas di petrolio liquefatto (GPL/bio-GPL; GNL/bio-GNL).

Inoltre, il taglio dell'accisa sul gas naturale va mantenuto, altrimenti c'è il rischio di rendere ancora convenienti i derivati del petrolio più tradizionali, rallentando l'introduzione di nuovi carburanti. Nel tempo si potrà procedere, spiega Assocostieri, a una «graduale riduzione del sussidio per il gas naturale impiegato negli usi di cantiere, nei motori fissi e nelle operazioni di campo per l'estrazione di idrocarburi», mentre non bisogna dimenticare «il rischio di regressione verso l'utilizzo di derivati del petrolio più convenienti del gas naturale in caso di revisione del sussidio relativo alla riduzione dell'accisa sul gas naturale impiegato per usi industriali termoelettrici esclusi, da soggetti che registrano consumi superiori a 1,2 milioni di metri cubi annui.

Infine, bisogna rinnovare la riduzione dell'accisa per le emulsioni acqua-gasolio utilizzate, in particolare, per il riscaldamento, la cui agevolazione è scaduta a gennaio. «L'utilizzo delle emulsioni – conclude Assocostieri - contribuiva ad aumentare l'efficienza del processo di combustione ed a ridurre le emissioni, e la conseguenza diretta della eliminazione del sussidio ha favorito il ricorso al semplice gasolio, in quanto le emulsioni scontano una mancata competitività dovuta a costi di produzione e logistici».

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Tag: ambiente