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02 dicembre 2022, Aggiornato alle 17,37
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Arriva la recessione: commercio G20 rallenta dopo due anni di crescita

In Ue si contrare l'import-export, in Asia e Nord America meno ma l'interscambio rallenta. Lo riscontra l'ultimo rapporto economico dell'OCSE

(Martin Abegglen/Flickr)

Il commercio dei paesi del G20* è diminuito per la prima volta in due anni in termini di valore nel terzo trimestre del 2022. Lo rende noto l'UNCTAD nel suo ultimo rapporto economico trimestrale

Import-export
Misurate in dollari USA correnti, le esportazioni e le importazioni si sono contratte rispettivamente dell'1,3 e dell'1,1 per cento. La causa è nel rallentamento della domanda globale iniziato in primavera, con la maggior parte dei prezzi delle materie scesi dal loro picco. Il calo dei prezzi del petrolio ha indebolito le esportazioni di merci in Nord America nel terzo trimestre del 2022, con Stati Uniti e Messico che hanno registrato una crescita positiva ma più lenta rispetto ai trimestri precedenti. Nell'Unione europea le esportazioni e le importazioni si sono contratte rispettivamente dell'1,5 e dello 0,7 per cento. Nel Regno Unito le esportazioni sono cresciute dello 0,8 per cento, mentre le importazioni sono diminuite drasticamente del 9,9 per cento. Il commercio di merci è rimasto debole in Asia orientale, nonostante l'aumento delle vendite di elettronica e macchinari. Le esportazioni sono diminuite dello 0,3 per cento in Giappone e dell'1 per cento in Corea, ma sono aumentate dello 0,7 per cento in Cina dopo diversi trimestri di crescita sostenuta,

Leggi il rapporto integrale dell'UNCTAD

«È troppo presto per trarre conclusioni concrete, tuttavia quest'ultimo sviluppo dei commerci dei G20 merita un ulteriore monitoraggio poiché l'economia globale deve affrontare molteplici venti contrari, tra cui l'inasprimento monetario, il calo dei prezzi delle materie prime e il raffreddamento della domanda», commenta Paul Schreyer, chief statistician dell'OCSE.

Commercio dei servizi
Il commercio di servizi del G20 è ulteriormente rallentato nel terzo trimestre del 2022, misurato in dollari USA correnti. L'OCSE stima che la crescita delle esportazioni si sia appiattita allo 0,3 per cento e le importazioni siano cresciute dell'1,7 per cento. Ciò si confronta con i tassi più elevati registrati nel secondo trimestre del 2022 (1,3 e 2,3%, rispettivamente), poiché il calo dei costi di spedizione ha pesato sul valore dei servizi di trasporto in molte economie del G20. Analogamente alle merci, la crescita del commercio di servizi ha subito un marcato rallentamento in Nord America. In tutta Europa le principali aziende dedite ai servizi hanno registrato un calo delle esportazioni e un aumento delle importazioni. Per la prima volta dal secondo trimestre del 2020 la Francia ha registrato un calo delle esportazioni di servizi, mentre l'aumento delle spese di viaggio all'estero ha incrementato le importazioni. Anche le esportazioni tedesche sono diminuite, riflettendo la diminuzione dei servizi intellettuali, delle telecomunicazioni e di altri servizi alle imprese, mentre le importazioni sono aumentate. Nel Regno Unito le esportazioni e le importazioni di servizi sono diminuite ciascuna del 3,3 per cento. In Giappone le esportazioni si sono appiattite e le importazioni sono aumentate vertiginosamente, alimentate dai viaggi. In Cina le esportazioni di servizi hanno registrato un forte rimbalzo, trainate dall'aumento delle vendite di servizi aziendali, informatici e di proprietà intellettuale, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,4 per cento. 

*i paesi membri del G20 sono Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico Regno Unito, Russia Stati Uniti, Sudafrica, Turchia e Unione europea

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Tag: economia