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18 settembre 2020, Aggiornato alle 09,09
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Politiche marittime

Allarme Ecsa per protezionismo del commercio

L'associazione degli armatori chiede alla Commissione Ue di ratificare presto le trattative di libero scambio con Paesi terzi


Il protezionismo del commercio mondiale è in aumento. Lo afferma (con preoccupazione) l'Ecsa, associazione degli armatori europei, che cita un recente studio della Commissione Ue da cui emerge una panoramica delle tendenze protezionistiche e barriere commerciali in alcuni dei partner economici fondamentali dell'Unione.  


Lo studio, ricorda l'Agenda Confitarma, mostra che 200 nuove misure protezionistiche sono state adottate nei 31 paesi monitorati, mentre nello stesso periodo non è stata eliminata quasi nessuna delle misure protezionistiche che ostacolano il commercio. Secondo l'Ecsa questa situazione è molto preoccupante per lo shipping, principale vettore internazionale, e quindi chiede alla Commissione di fissare una forte agenda marittima esterna dell'Ue, nell'ambito del prossimo pacchetto di trasporto marittimo nel 2017 che dovrebbe comprendere accordi di libero scambio così come, dialoghi marittimi strutturali e bilaterali con i principali paesi terzi.

Inoltre l'Ecsa auspica che le trattative di libero scambio in corso e concluse, come CETA, TTIP, TiSA e l'accordo di libero scambio Ue-Giappone, siano accelerate e ratificate non appena possibile, ritenendo che tali accordi hanno dimostrato la loro validità nel creare un ambiente migliore e più stabile per le compagnie di navigazione e per gli altri partner economici, in quanto creano maggiori opportunità in termini di commercio, di crescita e di posti di lavoro sia per l'Ue che per i Paesi terzi interessati.