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13 settembre 2019, Aggiornato alle 12,39
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Infrastrutture

Accordo Arpac-porto per i dragaggi di Salerno

L'agenzia regionale per l'ambiente analizzerà le concentrazioni di metalli pesanti nei sedimenti e l'intensità dei rumori prodotti dall'escavatrice. Si parte a novembre


Indagare gli effetti ambientali delle operazioni di dragaggio del porto di Salerno è lo scopo di una convenzione siglata oggi tra l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale e l'Arpac, l'Agenzia ambientale campana. Con questo accordo, Arpac si impegna a monitorare il rumore e le emissioni in atmosfera prodotti dalle operazioni di movimentazione dei sedimenti.

Verrà avviata una campagna di monitoraggio della qualità dell'aria della durata di quaranta giorni, condotta con una stazione mobile posizionata all'interno dell'area portuale che analizzerà le concentrazioni di PM10, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici. Una misura che verrà fatta prima e durante i lavori, in modo da valutare l'impatto delle operazioni di movimentazione dei sedimenti sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici. Arpac analizzerà anche il rumore nell'area prodotto dalle operazioni.

Le operazioni di escavo dei fondali dello scalo marittimo salernitano, che partiranno tra circa un mese, a novembre, prevedono la rimozione di una quantità di sabbie superiore a tre milioni di metri cubi, molti di più di quelli che sono stati dragati per il porto di Napoli. L'obiettivo è quello di portare i fondali dell'area commerciale a 14,5 metri e quelli dell'area passeggeri a 11,5 metri di profondità. 

«L'adeguamento infrastrutturale del sistema portuale passa prioritariamente per il dragaggio dei fondali, un'attività indispensabile per assicurare l'accesso alle navi di adeguato pescaggio», commenta Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale. «Tale intervento richiede anche una serie di controlli propedeutici ed in corso d'opera. La convenzione siglata oggi rappresenta la prosecuzione coerente di un percorso di collaborazione che ha comportato già un primo monitoraggio sulla tipologia di sedimenti da dragare. L'accordo di oggi è un tassello necessario per assicurare la qualità dell'intervento e la conclusione nei tempi previsti grazie ai controlli eseguiti contestualmente ai lavori di dragaggio».

Per l'Arpac queste non sono le prime attività nel porto di Salerno, precisa il commissario dell'agenzia, Stefano Sorvino, «dal 2015 - spiega - il nostro dipartimento di Salerno ha svolto funzioni di controllo sulle attività preliminari al dragaggio, verificando la corretta esecuzione delle attività di campionamento e analisi dei sedimenti dei fondali del porto e del canale di ingresso. Questo dimostra che il coinvolgimento dell'Agenzia ambientale nei lavori pubblici non è affatto un ostacolo ma può contribuire a renderli più efficienti e trasparenti».