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Porto di Napoli
19 ottobre 2018, Aggiornato alle 10,09
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Infrastrutture

A Trieste nasce il Consorzio di sviluppo economico locale dell'area giuliana

L'organismo andrà a sostituire nelle competenze il vecchio Ente per la Zona Industriale triestina (Ezit). D'Agostino presidente 


Si è costituito ieri presso la sede dell'Authority portuale triestina, il Consorzio di sviluppo economico locale dell'area giuliana, che andrà a sostituire nelle competenze il vecchio Ente per la Zona Industriale di Trieste (Ezit). Il Consorzio ha la natura di ente pubblico economico e vede la partecipazione, oltre all'Adsp del Mare Adriatico Orientale, dei comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle-Dolina. Dal punto di vista patrimoniale, il "nuovo Ezit" avrà un fondo di dotazione iniziale pari a 100 mila euro. La presidenza dell'organismo spetterà a Zeno D'Agostino, e l'Autorità di Sistema avrà la maggioranza delle quote del Consorzio pari al 52%, mentre ai tre Comuni spetterà il restante 48%, suddiviso in 3 parti uguali.


"Oggi è un grande momento perché si completa uno dei tasselli importanti dello sviluppo complessivo del territorio che fa riferimento al porto. È parte di un processo importantissimo di integrazione di tutte le dinamiche che riguardano lo sviluppo dello scalo, dei punti franchi e delle zone industriali. Finalmente il Consorzio torna ad essere un punto di forza, motore di sviluppo e dinamismo economico del territorio. Da qui parte veramente il futuro dello scalo come lo intendiamo noi". Commenta così D'Agostino, presidente del porto e del nuovo consorzio.


Gli obiettivi
Obiettivo primario del nuovo organismo consortile sarà quello di promuovere e favorire la nascita e lo sviluppo di attività e iniziative produttive e imprenditoriali, di fornire servizi connessi alle attività degli agglomerati industriali e delle aree economiche sul territorio giuliano, nonché la gestione degli incentivi e la consulenza alle imprese per la redazione di progetti per accedere ai fondi europei. Ci sarà un focus fortemente orientato all'innovazione e al supporto tecnologico a favore degli insediati, e si promuoverà, anche al di fuori dell'agglomerato industriale, la prestazione di servizi riguardanti la ricerca tecnologica, la progettazione, la sperimentazione, l'acquisizione di conoscenze di assistenza tecnica, organizzativa e di mercato connessa al progresso e al rinnovamento tecnologico. Non mancherà infine l'attenzione per i giovani imprenditori attraverso la promozione e creazione di fabbriche-laboratorio per l'avvio di nuove attività produttive.


I compiti
Tra i compiti del nuovo ente vi sarà anche l'amministrazione del Punto Franco Industriale. Non a caso, nella concezione di D'Agostino, "il rapporto con il nuovo Ezit è importantissimo per l'attività portuale legata allo sviluppo industriale e manifatturiero, in un'ottica strategica che vede il punto franco come elemento di forza e di nuova attrattività per il territorio regionale".