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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Infrastrutture

6 mila imprese marittime in più tra il 2019 e il 2021

Cresce il settore ambientale, seguito da alberghiero, ristorazione e movimentazione. Calano cantieristica, ittica ed estrazione. I dati di Unioncamere

(meenakshi madhavan/Flickr)

In controtendenza rispetto a una contrazione generale dell'economia, tra il 2019 e il 2021 le imprese legate alle attività marittime sono aumentate del 2,8 per cento, pari a 6,106 aziende registrate, secondo Unioncamere, che ha realizzato il X Rapporto sull'economia del mare, realizzato insieme al centro studi Tagliacarne della Camera di commercio di Frosinone e Latina, presentato al Summit Blue Forum Italia Network di Gaeta.

A trainare questa crescita è il settore della ricerca, della regolamentazione e della tutela ambientale, dove figurano 959 nuove imprese, in crescita dell'11,2 per cento. Seguono alloggio e ristorazione (5,134 imprese, +5,1%) e le società di movimentazione merci e passeggeri (286 aziende, +2,4%). Calano le società legate alla cantieristica, alla pesca e alle estrazioni marine. Il contesto resta sempre quello della crisi economica portata dalla pandemia, dove nel 2020 il valore aggiunto dell'economia marittima è stato pari a 51,2 miliardi di euro, in calo del 13,6 per cento sul 2019, pari a 921 mila occupati.

«Il mare nella sua complessità significa un importante apporto al prodotto interno lordo di questo paese in maniera diretta e soprattutto indiretta e anche un apporto sull'occupazione, soprattutto al Sud», commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete.

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Tag: economia