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30 ore sui container reefer, il nuovo corso di C.I.S.Co

Il centro studi lancia il primo modulo completo in Italia dedicato alla formazione degli agenti marittimi. Spazio agli aspetti tecnici, alla certificazione e alle norme

Massimiliano Giglio

Un corso di circa 30 ore, diviso in 15 appuntamenti da 2 ore, dedicato ai container refrigerati, il primo in Italia così strutturato e approfondito. «In genere si tratta di eventi giornalieri, legati a una manifestazione, e che si esauriscono nel corso di un pomeriggio. Ora facciamo sul serio», spiega Massimiliano Giglio, segretario vicario di C.I.S.Co.-Centro internazionale studi container, l'autorità italiana in materia di costruzione e classificazione dei container, membro degli organismi internazionali UNI, NRO e BIC.

Il 10 settembre è iniziato il primo corso sul container reefer di C.I.S.Co.. Da dov'è nata questa idea?
«Dall'esigenza del settore e degli operatori che ogni giorno assistono al cambiamento del mercato container in ogni sua forma. I traffici si evolvono ma si riorganizza anche il lavoro all'interno delle aziende. Quasi tutti i traffici che una volta venivano trasportati su navi refrigerate ora sono passati al container reefer. Da lì nasce l'esigenza di formare e aggiornare i lavoratori».

Il corso quindi nasce da un'esigenza reale. 
«La formazione in tutti i suoi aspetti è sempre un'esigenza reale. Noi come C.I.S.Co. lavoriamo da sempre in questo campo, in particolar modo sugli aspetti tecnici e normativi che riguardano la supply chain del container. Se vogliamo portare come esempio il corso in questione, il numero degli iscritti ha dato un riscontro molto forte perché abbiamo portato in formazione quasi 100 dipendenti delle agenzie marittime».

Com'è suddiviso il corso?
«Ha una parte tecnica e una giuridica, quest'ultima un'opportunità molto utile per le agenzie marittime. Tra i docenti ci sarà anche un fitopatologo che spiegherà il delicato meccanismo delle certificazioni, per esempio quello legato all'esportazione delle arance italiane negli Stati Uniti che richiedono accordi tra i ministeri dell'agricolture dei due Paesi. Il 24 ci saranno gli esperti di Passive Regigeration Solution di Lugano, che da poco tempo è subentrata nello stabilimento Wirphool di Napoli».

Ci sono insomma tutte le premesse per una nuova edizione.
«Sicuramente. Il nostro scopo è quello di recepire le esigenze degli operatori delle diverse categorie e trasformarlo in know how sulla base delle nostre conoscenze».

Per quelli che non vi conoscono ci spiega che cos'è il C.I.S.Co.?
«È il centro internazionale studi containers, nato cinquant'anni fa su iniziativa dell'Autorità portuale e della Camera di Commercio di Genova. Ai fondatori si sono aggiunti soci pubblici e privati che hanno rappresentato o rappresentano i soggetti più importanti della filiera del contenitore. Storicamente rappresenta l'autorità italiana in materia di costruzione e classificazione dei container, in quanto membro di UNI e NRO di BIC. Si occupa di promozione, progettazione e ovviamente di formazione. Le sue attività sono approvate dal nostro comitato esecutivo presieduto dal presidente, Filippo Gallo, affiancato dal segretario generale, Giordano Bruno Guerrini, e dai due vicepresidenti, Silvio Ferrando ed Emanuele Marocchi».

Programmi per il 2020?
«A breve sarà costituito il gruppo di lavoro che si occuperà di organizzare la formazione C.I.S.Co. 2020. Per me è una grande soddisfazione perché dalle attività formative di quest'anno abbiamo avuto importanti feedback positivi che ci hanno spinto ad ampliare la nostra offerta sia in termini di tematiche che di categorie professionali alle quali indirizzare i corsi. Tutto questo, devo dire, è stato possibile anche grazie al nostro corpo docenti che è uno dei nostri fiori all'occhiello perché composto da professionisti, tutti con una riconosciuta esperienza nel settore».