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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Infrastrutture - Logistica

Venezia incrementa il traffico ferroviario

Tra gennaio e maggio movimentati il 14,5 per cento in più di carri per un traffico complessivo - «senza congestioni» - di 1 milione di tonnellate


Il traffico ferroviario del porto di Venezia cresce a doppia cifra: i carri movimentati nel periodo gennaio-maggio sono stati 43,896 (+14,5% rispetto lo stesso periodo 2017), pari a oltre 1 milioni di tonnellate (+13,1% in peso rispetto allo stesso periodo 2017). 

Un trend che poggia le sue basi sulla crescita registrata a fine 2017, con un +2,3 per cento di carri rispetto al 2016, e +4,3 per cento in termini di tonnellaggio, per un totale di 91 mila carri movimentati e 2,33 milioni di tonnellate trasportate. Un «risultato eccezionale», riferisce l'Autorità di sistema portuale (Adsp) dell'Adriatico settentrionale, «ottenuto senza comportare una congestione della rete ferroviaria, grazie alla nuova politica di tariffazione adottata da ERF, società dell'Autorità di Sistema Portuale, che ha consentito di trasportare molti più carri e più tonnellate di merci, praticamente a parità di traffico ferroviario prodotto (l'incremento in termini di treni terminalizzati, arrivi e partenze, è stato solo dell'1,7%)». Inoltre, l'anno scorso sono stati introdotti sconti premiali per favorire la concentrazione della merce e il numero di carri movimentati ed estendendo l'operatività a ventiquattr'ore della manovra ferroviaria con il risultato di contenere così i costi di gestione. Ciò ha permesso ai terminalisti di comporre treni più lunghi, avvicinando sempre più il porto di Venezia ai migliori standard europei per quanto riguarda il trasporto ferroviario merci. In particolare, i trasporti ferroviari del settore siderurgico viaggiano ora a regime con 1,920 tonnellate/treno, contro le 1,800 dell'anno precedente, con quelli dell'agroalimentare che arrivano alle  2,200 tonnellate/treno.

«Dopo il record nella movimentazione ferroviaria registrato nel 2017 e l'accordo, siglato l'8 febbraio scorso, fra l'Autorità di sistema ed RFI, si aggiunge un ulteriore tassello al mosaico che il Porto di Venezia sta pazientemente disegnando», afferma il presidente dell'Adsp, Pino Musolino. «La riorganizzazione, tariffaria e organizzativa, introdotta nel 2017 sta dando i suoi frutti, dimostrando che al porto di Venezia la "cura del ferro" funziona. I risultati registrati nei primi cinque mesi del 2018 sono frutto di una precisa strategia, volta ad aumentare la competitività dello scalo e sono lieto che i terminalisti abbiano risposto positivamente a questi stimoli. È evidente – conclude Musolino - che, pur nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, la leale collaborazione fra il mondo produttivo e la pubblica amministrazione produce risultati eccezionali. In tal senso spero, quanto prima, di incontrare nuovamente i vertici di Confindustria Venezia, cui ho già chiesto un appuntamento, per illustrare le strategie di sviluppo del nostro scalo e proseguire nel dialogo virtuoso già intrapreso con gli stakeholder produttivi e industriali».