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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Valencia sperimenta l'idrogeno sui mezzi di banchina

Reach stacker e terminal tractor dei terminal Grimaldi ed Msc saranno alimentati con un combustibile che produce acqua

Una reach stacker e un terminal tractor

Il porto di Valencia, unico in Europa al momento, sperimenterà l'alimentazione a idrogeno su due mezzi di banchina, reach stacker (gli automezzi che spostano e impilano i container) e terminal tractor (rimorchi per i rotabili).

Per rifornirli verranno installati distributori di idrogeno in due terminal, il Valencia Terminal Europa, gestito dal gruppo napoletano Grimaldi, e l'Msc Terminal Valencia, gestito dal gruppo armatoriale di Ginevra, che collaborano entrambi alla sperimentazione. Partecipano, oltre all'authority e ai due armatori italiani, la Fundación Valenciaport, il Centro Nacional del Hidrógeno, Hyster-Yale, Atena, Ballard Power Systems Europa ed Enagas.

A differenza della combustione di materiali fossili (carbone e benzina), la combustione dell'idrogeno rilascia acqua, che può anche essere riciclata. 

L'iniziativa a Valencia è promossa dall'autorità portuale spagnola e fa parte di una rete di progetti per sviluppare le energie rinnovabili nei porti del Vecchio continente. A Valencia si chiama H2Ports e prevede investimenti per 4 milioni di euro, in parte finanziati dal Fuel Cells and Hydrogen Initiative, da Horizon 2020 e Hydrogen Europe Research, tutti finanziamenti dell'Unione europea.  

H2Ports, che porterà presto all'installazione dei distributori, è iniziato a giugno 2017 con un accordo tra autorità portuale e Fundación Valenciaport che ad oggi ha raggiunto 88 tra regioni e città degli Stati membri, tra cui Londra, Reykjavik, Venezia, Amburgo e le regioni della Loira in Francia e Reno-Westfalia in Germania.