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30 ottobre 2026, Aggiornato alle 16,00

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UIR alla Camera, Serpigli: "Dai singoli finanziamenti una strategia nazionale per la rete degli interporti"

Dall'incontro svoltosi a Roma è emersa la necessità di rafforzare il ruolo delle strutture interportuali all'interno del sistema logistico europeo


 Superare la frammentazione degli interventi, mettere a sistema gli investimenti e rafforzare il ruolo degli interporti italiani all'interno delle grandi reti logistiche nazionali ed europee. È questo il messaggio emerso dall'incontro promosso da UIR – Unione Interporti Riuniti, in collaborazione con The International Propeller Club – Port of Rome, svoltosi nella Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati. Una giornata di confronto tra istituzioni, sistema interportuale, portualità e operatori della logistica, dedicata alla digitalizzazione e all'intermodalità, ma soprattutto alla necessità di costruire una strategia nazionale capace di accompagnare e coordinare gli investimenti dei prossimi anni.

Ad aprire i lavori, insieme al presidente di UIR Gianpaolo Serpagli, è stato l'onorevole Salvatore Deidda, presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, che ha seguito in presenza l'intero svolgimento dell'iniziativa. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, impossibilitato a partecipare per gli impegni istituzionali legati alle urgenti questioni dell'autotrasporto affrontate in queste ore dal governo, ha fatto pervenire un messaggio scritto ai partecipanti. Per i medesimi impegni istituzionali non ha potuto prendere parte ai lavori Donato Liguori, Direttore Generale per i porti, la logistica e l'intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il primo approfondimento della giornata è stato dedicato al progetto ELODIE – European Logistic Organized Data Interchange Environment, con gli interventi di Massimo Arnese, Project Manager UIR; Matteo Arena e Andrea Ballarin, dell'assistenza tecnica UIR; Luca Pentrella, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; e Michelangelo Chinni, di RAM – Logistica, Infrastrutture e Trasporti. Dietro l'acronimo ELODIE c'è un obiettivo molto concreto: costruire una rete digitale comune tra gli interporti italiani, facendo dialogare sistemi, dati e infrastrutture e rendendo più efficiente lo scambio delle informazioni lungo la catena intermodale.

Un progetto sviluppato nell'ambito delle opportunità offerte dal PNRR, che per UIR rappresenta però qualcosa di più di un intervento di digitalizzazione: un modello di collaborazione tra gli interporti da replicare anche nei futuri programmi di investimento nazionali ed europei. Il confronto si è poi allargato alle prospettive della digitalizzazione e della logistica nazionale con Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, per affrontare successivamente il rapporto sempre più strategico tra porti e interporti con Federica Montaresi, segretario generale dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale; Stefano Caliandro, presidente dell'Interporto di Bologna; e Umberto Masucci, presidente di FHP Group. A moderare i lavori è stata la giornalista Ilaria Cuzzolin.

«Usciamo da questa giornata con una convinzione ancora più forte: il futuro degli interporti italiani non può essere costruito attraverso una somma di interventi isolati, ma richiede una visione comune, una programmazione di lungo periodo e strumenti condivisi», ha dichiarato Serpagli. «L'esperienza maturata con ELODIE ci ha dimostrato concretamente che UIR può mettere insieme gli interporti, coordinare un progetto comune e aiutare gli associati a trasformare le risorse disponibili in investimenti. È un metodo che vogliamo portare anche nei prossimi bandi e programmi di finanziamento: fare insieme quello che, affrontato singolarmente, sarebbe più difficile o avrebbe meno forza, preservando naturalmente le caratteristiche, le specificità e l'autonomia di ciascun interporto».

Per UIR la sfida dei prossimi anni non consiste quindi soltanto nell'individuare nuove risorse, ma nel costruire progettualità condivise capaci di generare economie di scala, accelerare la realizzazione degli interventi e rafforzare la competitività complessiva del sistema. «Dobbiamo continuare a svolgere con forza il nostro ruolo di rappresentanza – ha proseguito Serpagli – ma vogliamo essere sempre di più anche uno strumento operativo al servizio degli interporti. Significa accompagnare gli associati, costruire progetti comuni e contribuire a mettere a terra le risorse in tempi più rapidi. Non si tratta soltanto di finanziare singole opere, ma di costruire infrastrutture fisiche e digitali capaci di dialogare tra loro, con i porti, con la ferrovia e con i grandi corridoi europei».

Una prospettiva nella quale assume particolare rilievo anche la nuova legge sugli interporti, che offre l'opportunità di rafforzare il riconoscimento di queste infrastrutture come nodi strategici del sistema nazionale dei trasporti e della logistica. Il confronto alla Camera ha evidenziato, in particolare, la necessità di considerare sempre più porti e interporti come componenti di una stessa rete logistica, connessa fisicamente e digitalmente e capace di accompagnare le trasformazioni dei traffici e delle catene di approvvigionamento.

«La competitività di ciascun interporto – ha concluso Serpagli – può crescere se cresce contemporaneamente la competitività dell'intera rete. La nostra ambizione è questa: preservare le diversità e le specificità dei territori, ma presentarci sempre di più come un sistema nazionale capace di programmare, progettare e dialogare con maggiore forza con il Governo e con l'Europa».

Tag: interporti