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13 agosto 2022, Aggiornato alle 15,15
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Ucraina, partita la prima nave carica di mais

Dopo oltre cinque mesi di blocco navale, un segnale incoraggiante per la ripresa delle esportazioni di grano. Almeno 22 milioni di tonnellate di merce accumulata, pari a circa 400 partenze

"Razoni" lascia il porto di Odessa, 1 agosto 2022 (Ukrainian Naval Forces Command/Handout)

Ferma dal 18 febbraio, dopo oltre cinque mesi in rada, la bulk carrier Razoni (bandiera della Sierra Leone) ha lasciato Odessa stamattina, intorno alle 8, con un carico di circa 26 mila tonnellate  di mais. È la prima nave di grano partita dall'Ucraina dallo scoppio della guerra, dopo l'accordo del 22 luglio scorso tra l'Ucraina e la Russia con la mediazione della Turchia e delle Nazioni unite, che mira a creare un corridoio sicuro per le spedizioni di grano dai porti di Chornomorsk, Odessa e Pivdennyi.

Come riferisce il ministero della Difesa della Turchia, domani Razoni toccherà Istanbul per un'ispezione, prima di riprendere a navigare. Ad essa, nei prossimi giorni, ne dovrebbero seguire altre, almeno quindici sono previste in partenza, come riferisce il corrispondente della BBC in Ucraina, James Waterhouse. L'uso del condizionale è obbligatorio in quanto pur essendoci alla base un accordo tra Ucraina e Russia per riprendere le esportazioni in maniera regolare, stiamo parlando di due Paesi in guerra. 

Lo sblocco dei porti del principale produttore di grano dell'Europa, secondo quanto riferisce il governo ucraino, fornirà all'economia almeno un miliardo di dollari di entrate in valuta estera e un'opportunità per il settore agricolo di riprendere a pianificare le esportazioni. Funzionari del governo ucraino hanno detto che al momento dell'invasione della Russia erano 17 le navi erano attraccate nei porti del Paese, con quasi 600 mila tonnellate di carico. Dopo oltre cinque mesi di blocco navale, la quantità di grano accumulato dovrebbe essere pari ad almeno 22 milioni di tonnellate. Secondo quanto riferiscono le autorità locali, servirebbero perlomeno 400 partenze per esportarla tutta via mare.

«Lo sblocco dei porti fornirà all'economia [Ucraina] almeno un miliardo di dollari di entrate in valuta estera e un'opportunità per il settore agricolo di pianificare per il prossimo anno», ha detto Alexander Kubrakov, ministro delle Infrastrutture dell'Ucraina.