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19 aprile 2019, Aggiornato alle 16,31
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Infrastrutture

Trieste e Genova entrano nella belt and road cinese

Accordo con China Communication Construction Company. Le autorità di sistema portuale aiuteranno le pmi ad investire in Italia e in Cina

Da sinistra, Xi, Song, D'Agostino e il premier Giuseppe Conte

Sabato a Roma è stato firmato un accordo di cooperazione per i porti di Trieste e Genova con il gruppo cinese China Communications Construction Company (Cccc), grande società edilizia del paese asiatico, principale costruttore della belt and road initiative. Un accordo annunciato qualche settimana fa che rientra nella visita di Stato in Italia del week end scorso del presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping. L'accordo, come hanno sottolineato le autorità di sistema portuale della Liguria e del Friuli-Venezia Giulia, favorirà l'infrastrutturazione del centro Europa e aumenterà le possibilità di accesso dei prodotti delle piccole e medie imprese italiane nei mercati cinesi. 

Trieste
Per il porto giuliano la partnership è stata siglata tra il presidente del porto, Zeno D'Agostino, e il leader di Cccc, Song Hailang. Riguarderà le infrastrutture ferroviarie delle nuove stazioni di Servola e Aquilinia, rientranti nel progetto "Trihub", un piano di rinforzo dell'area fra Cervignano del Friuli, Villa Opicina e Trieste, sviluppato in collaborazione con Rete ferroviaria italiana (Rfi).

Inoltre, Trieste esplorerà nuove opportunità collegate al progetto di Cccc per la costruzione e gestione del grande terminal intermodale di Kosiče, in Slovacchia. Infine, verranno valutate nuove collaborazioni per progetti logistico-industriali in Cina. «Puntiamo ad organizzare la logistica in uscita dal porto», spiega D'Agostino. «Il nostro impegno - continua - è quello di supportare le esportazioni in Cina e nel Far East delle nostre piccole e medie imprese, che non hanno le dimensioni idonee ad affrontare questo tipo di investimenti. L'autorità di sistema si mette a disposizione delle imprese italiane per sviluppare in Cina piattaforme logistiche e portuali che permettano al made in Italy di raggiungere i flussi commerciali verso questo grande mercato in espansione».

Genova
L'intesa è stata firmata dal presidente del porto ligure (che controlla anche lo scalo di Savona), Paolo Emilio Signorini, e dal commissario per la ricostruzione di Genova, il sindaco della città Marco Bucci. La cooperazione riguarda l'attuazione proprio del programma per la ricostruzione avviato in seguito al crollo del ponte Morandi del 14 agosto dell'anno scorso, come previsto dal "decreto Genova" (109/2018). Si tratta di opere programmate fino al 2021, tra le quali figurano lo spostamento e rafforzamento della diga foranea del porto di Genova, il miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari nell'ultimo miglio, il potenziamento del bacino portuale di Sampierdarena e il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri. «Attesa l'urgenza con cui è necessario procedere all'attuazione del programma, e in ragione della vastità e complessità degli interventi previsti - spiega Signorini - Adsp e Cccc condivideranno le proprie competenze tecniche, professionali e manageriali a supporto della sua realizzazione, valutando la possibilità di sviluppare iniziative di cooperazione su progetti specifici, sotto la supervisione del commissario straordinario e in conformità con il quadro legale italiano e comunitario».

Cccc è controllata dallo Stato cinese. È una delle più grandi imprese infrastrutturali al mondo, quotata alle borse di Hong Kong e Shanghai. È presente in 155 paesi, con un fatturato annuale superiore ai 90 miliardi di dollari.