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10 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Trieste, Adriafer passa al CdA. Cociancich amministratore

Per controllare al meglio lo sviluppo ferroviario del porto, la società dell'Autorità di sistema portuale si riorganizza. Casini alla presidenza, Lussi consigliere e Caleo direttore generale

Il Consiglio di amministrazione di Adriafer (Fabrizio Giraldi)

Importante cambio nell'assetto societario di Adriafer, controllata al cento per cento dall'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale. Per gestire l'ulteriore sviluppo ferroviario e gli investimenti programmati ha deciso di istituire un Consiglio di Amministrazione, come previsto dallo statuto sociale della srl.

«L'organo amministrativo non può essere solo monocratico, ma collegiale. Servono figure professionali che, per esperienza e conoscenza, supportino la crescita della società, in linea con i passi importanti realizzati negli ultimi cinque anni», commenta il presidente dell'Authority giuliana, Zeno D'Agostino.

Composto da tre consiglieri, il CdA inizierà ad operare da fine luglio e resterà in carica per tre anni, conservando l'esperienza del precedente amministratore unico, Giuseppe Casini, protagonista dello sviluppo degli ultimi anni, che ricoprirà la carica di presidente del CdA. L'incarico di amministratore delegato andrà a Maurizio Cociancich, triestino, 45 anni, con esperienza ventennale sui temi di logistica e docente universitario. Consigliere sarà Sonia Lussi, dottore commercialista e revisore contabile, esperta in ambito economico, finanziario e nel settore energia, attualmente vicedirettore generale di Confindustria Venezia Giulia e direttore del Consorzio Energia Confindustria. Il CdA potrà contare su un direttore generale, Bruno Caleo, ingegnere con esperienza ferroviaria, coordinatore delle varie funzioni aziendali di Adriafer, che opera con  94 dipendenti, formati e specializzati sulle attività ferroviarie.

«Strutturare meglio l'assetto di una realtà che continua a crescere in entrambe le sue attività di core business: manovra ferroviaria e impresa di trazione ferroviaria, servirà a dare nuovo slancio alla società», continua D'Agostino. «Adriafer deve avere anche un'importante dotazione di mezzi e capacità economica adeguata e autonoma per i passi futuri». Oltre al nuovo CdA, l'ultima assemblea ha deliberato infatti il potenziamento finanziario della società, con un aumento di capitale gratuito di 300 mila euro, grazie agli utili derivanti dagli avanzi di bilancio degli anni precedenti. È stato altresì disposto un ulteriore aumento di capitale fino a 2 milioni di euro che potrà essere sottoscritto dal socio unico, l'Autorità di Sistema Portuale, con tranche da 300 mila euro nei prossimi anni. Un riassetto dunque che definisce e struttura meglio un'azienda che continua a crescere di pari passo con gli investimenti nel settore ferroviario, da sempre asset prioritario per il porto di Trieste. Non a caso Adriafer è passata da un fatturato annuo di 2 milioni e 800 mila euro del 2015, a 11 milioni di euro nel 2019, con un risultato di esercizio positivo.

Ripercorrendo velocemente i fatti principali della crescita delle attività della società, partiamo dal 2015 con una gestione sufficiente per la sola attività della manovra ferroviaria circoscritta all'area del Porto Franco Nuovo, 5,900 treni anno manovrati, pochi locomotori efficienti, un'infrastruttura ferroviaria portuale da ripristinare, 25 dipendenti e un fatturato limitato.

L'impresa ha raggiunto dimensioni maggiori in breve tempo, in termini di potenziamento e adeguamento dell'organizzazione.

La prima importante operazione è stata quella dell'unificazione dell'attività di manovra, andando ad operare anche sui binari di RFI, semplificando le operazioni, riducendo tempi, costi e prezzi.

Adriafer è diventata dunque, nel 2016, gestore unico della manovra ferroviaria nel comprensorio del porto di Trieste. Con la certificazione di Impresa Ferroviaria ottenuta nel 2017, ha operato sulle tratte del sistema portuale, realizzando 860 treni nel 2019. Importante il traguardo di 10.000 treni manovrati, raggiunto nel 2019.

Oggi la società gestisce 8 locomotori di manovra revisionati e di proprietà e 3 locomotori noleggiati, idonei per la trazione sulla linea. Tutte queste attività hanno consentito negli ultimi anni anche l'ampliamento del mercato degli operatori ferroviari nel porto giuliano, rappresentato attualmente da sette imprese ferroviarie: oltre ad Adriafer, Rail Cargo Carrier Italy, Rail Traction Company, Compagnia Ferroviaria Italiana, Mercitalia Rail, Inrail, Captrain.

Tag: trieste