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16 luglio 2020, Aggiornato alle 15,02
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Terminal Cosco, conti in calo

Cosco Shipping Ports risente della fusione di febbraio tra China Shipping e Cosco


La neobattezzata Cosco Shipping Ports (ex Cosco Pacific) – società di gestione dei terminal del gruppo Cosco – ha chiuso il primo semestre dell'anno in calo. Tra gennaio e giugno l'utile netto è stato di 188,1 milioni di dollari, in flessione del 6,8 per cento, circa 13 milioni in meno.

Il risultato, spiega il gruppo, è influenzato dalla grande fusione tra China Ocean Shipping (Cosco) e China Shipping che a febbario scorso ha dato vita a China Cosco Shipping, di cui Cosco Shipping Ports ne è una controllata. Sempre nei primi sei mesi, infatti, i terminal controllati dal gruppo sono cresciuti nel traffico, movimentando 46 milioni di teu (+3,5%).

Tornando al bilancio semestrale, i profitti sono calati dell'8,1 per cento, pari a 171,9 milioni di euro. Escludendo, invece, la cessione delle attività di noleggio e vendita container (operate principalmente da Florens Container Holdings), avvenuta nell'ultimo trimestre, i profitti calano a 105,9 milioni (-23%). I ricavi sono stati pari a 275 milioni, in calo dello 0,6 per cento. L'utile operativo è stato di 69,9 milioni (-8,8%).

I risultati riclassificati, sempre semestrali, indicano ricavi pari a 146,3 milioni (+1%), un utile operativo di 44,6 milioni (-5,1%) e un utile netto di 73,1 milioni (-35,8%).