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14 novembre 2019, Aggiornato alle 17,31
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Tante petroliere al largo di Malacca: fanno il pieno di bunker senza zolfo

Se ne contano a decine tra la rada di Singapore e dei porti malesiani. Accumulano carburante con sette volte e mezzo meno zolfo di quello utilizzato oggi. Servirà nel 2020

Le navi nello Stretto di Malacca il 21 ottobre

Decine di petroliere sono ancorate da qualche giorno nello Stretto di Malacca, una dei mari più trafficati al mondo, punto di passaggio del corridoio commerciale tra Asia ed Europa. Nella giornata di venerdì, riferisce la società di analisi Kpler, nella rada del porto di Singapore e al largo dei porti malesiani se ne potevano contare una trentina. Accumulano carburante in vista di uno dei più grossi cambiamenti in arrivo per lo shipping, il "sulphur cap" dell'International Maritime Organization che dal 2020 imporrà un carburante estremamente più raffinato di quello utilizzato attualmente, e dovranno impiegarlo tutte le navi mercantili oltre una certa stazza. Si tratta di "benzina" con sette volte e mezzo meno zolfo di quella consentita attualmente.

Un sovraffollamento del genere non è un evento inusuale, si tratta pur sempre di uno stretto dove passa praticamente tutto il traffico marittimo che dalla Cina è diretto in Europa (un'indipendenza parziale da questo Stretto è una delle ragioni logistiche alla base della via della seta/belt and road initiative della Cina). Spesso le petroliere attendono in rada la disponibilità delle raffinerie, e la variazione del prezzo del petrolio può a sua volte influire sulla disponibilità delle raffinerie. In questo caso, però, la ragione è diversa. Da qualche giorno navi in rada nella zona di Malacca non smettono di aggiungersi, mentre quelle che hanno terminato il bunkeraggio ripartono. Immagazzinano nelle loro cisterne bunker con appena lo 0,5 per cento di massa/massa. Attualmente, e fino al 31 dicembre, il tenore consentito è del 3,5 per cento.

Tag: zolfo