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Porto di Napoli
21 ottobre 2018, Aggiornato alle 12,07
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Spirito, "I ricorsi temerari rallenteranno il Beverello"

Intervista al presidente dei porti di Napoli e Salerno. Le irrazionalità ministeriali, la viabilità interna per il museo del mare, la logistica dei passeggeri

Pietro Spirito

di Paolo Bosso

Passeggeri, viabilità, cultura, operatività. Da qui alla prima metà del 2019 il sistema portuale campano dovrà vedersela con queste istanze che portano nuove occasioni di sviluppo e beghe. Le forche caudine dei 'ricorsi temerari' per avviare la costruzione della nuova stazione marittima del Beverello, che accoglie ogni anno almeno 3,5 milioni di persone. La riorganizzazione di parcheggi, piazzali e stradine interne per realizzare un museo del mare e della migrazione aperto alla città, contiguo al parco archeologico della stazione metro del Municipio. Infine i dragaggi, a metà dell'opera a Napoli e ancora incerti a Salerno a causa delle irrazionalità ministeriali. «E vuoi che per avviare il cantiere del Beverello non dovremo aspettare una sentenza del Tar?, non è mai successo il contrario», afferma Pietro Spirito, presidente dell'autorità di sistema portuale del Tirreno centrale.

Possibile che i ricorsi strumentali non si possono evitare?
«Solo cambiando la legge. Sono 'ricorsi temerari' e andrebbero scoraggiati. Semplicemente, se perdi, dovresti essere escluso dalle gare per almeno tre anni».

Quando finiranno i dragaggi a Napoli e Salerno?
«Napoli è a metà dell'opera. Il Bausan, per esempio, è stato dragato. Se si continua su questi ritmi, secondo i calcoli fatti con il nostro dirigente dell'area tecnica, Adele Vasaturo, termineranno tra marzo e maggio. Per Salerno la strada è più lunga. Si devono dragare 3 milioni di metri cubi, il triplo di Napoli, ma vanno solo sversati accuratamente al largo, un'operazione più semplice del tombamento in darsena di Levante per Napoli. A fine settembre abbiamo ottenuto la Valutazione d'impatto ambientale dal ministero dell'Ambiente ma c'è un intoppo: l'autorizzazione consente i lavori nei primi tre mesi del 2019 e del 2020, mentre le evidenze scientifiche prospettate dall'Istituto Dorhn e approvate dalla Commissione Via indicano una finestra temporale tra novembre e metà aprile. Chiediamo con forza che il decreto sia rivisto rapidamente autorizzando la finestra temporale certificata dagli organismi scientifici. Con questi dragaggi il sistema portuale campano avrà 14 metri di pescaggio, più che sufficienti per servire un territorio che, sommando basso Lazio, alta Puglia, Campania, Molise, Basilicata e alta Calabria è pari al 14 per cento della superfice nazionale. Quello che conta è la funzionalità, non la grandezza delle navi».

A proposito di funzionalità, cosa manca per avviare la costruzione della nuova stazione marittima del Beverello?
«Presto saremo di fronte a un bivio. A luglio ci sono le universiadi: o iniziamo prima o dopo. Se entro metà giugno si riuscirà a sgomberare il piazzale del Beverello, sospendiamo i lavori, mettiamo una biglietteria provvisoria, facciamo le universiadi e poi riprendiamo a costruire la nuova stazione marittima. Altrimenti si parte dopo le universiadi, a fine luglio».

L'appalto da quasi 20 milioni quando sarà consegnato?
«Dipenderà dall'efficienza della Commissione di gara. Sono tutti professori universitari, devono studiare i progetti e assegnare i punteggi. Il prossimo passo sarà calendarizzare queste fasi».

Il 2 ottobre ha incontrato informalmente il Comune per fare il punto sulla realizzazione del museo del mare e della migrazione nel palazzo storico dei Magazzini Generali. Cosa avete deciso?
«Dopo il Beverello, è la seconda fase del waterfront di Michel Euvé. Ho incontrato Carmine Piscopo (assessore all'urbanistica del Comune di Napoli, ndr) e Mario Calabrese (trasporti, ndr). Con Piscopo abbiamo stabilito che l'edificio del Canino dovrà ospitare anche un polo universitario, per questo ho contattato la Parthenope per progettare una struttura; con Calabrese che la viabilità è uno dei punti critici, per questo il collegamento del museo alla città dipenderà dalla fine dei lavori della stazione metro del Municipio».

Complicato gestire questi spazi.
«Ci sarà continuità tra il parco archeologico della stazione metro e il museo del mare. Ora stiamo cercando di capire come liberare le auto parcheggiate tra l'Immacolatella e l'Angioino, la città non può prendersele tutte. In sostanza, il successo del museo del mare si giocherà su come gestiremo le volumetria, sia all'interno del palazzo che all'esterno. Sia chiaro, il waterfront eredita in toto il progetto di Euvé, non ne farà solo dei pezzi. Va quindi articolato per fasi, l'ordine delle cose da fare sarà determinante». 

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Tag: napoli - porti - dragaggi