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Porto di Napoli
12 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,31
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Spedizioni, il cluster Ue chiede una vera single window

Dieci associazioni europee scrivono alla Commissione Ue. "Vogliamo un mercato unico come quello terrestre"


Nei prossimi anni, in vista di una nuova strategia Ue decennale dei trasporti marittimi - con l'ultima in scadenza l'anno prossimo - l'Unione europea deve adoperarsi per adottare una volta per tutte una single window dello shipping pienamente funzionante, basata sul principio del reporting once, della dichiarazione unica delle navi in arrivo e in partenza nei porti dei 28 Stati membri. Una burocrazia marittima coesa ed efficiente, formata da enti governativi e autorità portuali che dialogano fluidamente tra loro. Lo chiedono le principali associazioni del cluster marittimo europeo intervenendo all'European Shipping Week, in corso di svolgimento a Bruxelles. Dieci associazioni che fanno la quasi totalità del cluster marittimo europeo, dagli armatori ai servizi tecnico-nautici: Clia (crociere), Eba (ormeggiatori), Ecasba (agenti marittimi), Ecsa (armatori), Empa (piloti), Eta (rimorchiatori), Etf (trasportatori), EuDa (dragatori), Interferry (ferrovie), Wsc (portacontainer). Insieme hanno pubblicato una dichiarazione d'intenti con destinatario la Commissione europea.

«La priorità assoluta – scrivono - è una profonda revisione della direttiva sulla formalità di dichiarazione», la 65/2010 (formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri). Una revisione che «dovrebbe portare a una vera single window per i caricatori -affermano le dieci associazioni - che assicuri la dichiarazione unica, secondo un principio di condivisione dei dati della merce tra governi e autorità». Una riforma che riduca l'onere amministrativo per gli equipaggi, le compagnie di navigazione e i mediatori marittimi. Si chiede, insomma, un mercato unico simile a quello terrestre. «Lo shipping deve mettersi in pari con il trasporto terrestre, che già beneficia di un mercato unico. C'è bisogno di un vero e proprio "spazio marittimo" senza frontiere, con benefici ambientali e logistici». 

Infine, le dieci associazioni non lesinano una stoccata alle recenti iniziative della Commissione Ue per ridurre l'impatto ambientale delle navi, con il Parlamento Ue che sta mettendo pressione all'Internazional Maritime Organization (Imo) affinché velocizzi l'applicazione di leggi che riducono le emissioni. «A fronte di incertezze politiche in tutto il mondo, la strategia europea per lo shipping dovrebbe affrontare sfide globali, aiutando l'Imo a modellare una strategia globale socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile».