|
napoli 2
28 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,53
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Logistica

Speciale pirateria, gli attacchi tornano a crescere

Nei primi otto mesi +40 per cento nel Golfo di Guinea, da sempre il mare più pericoloso al mondo. Al largo della Somalia nessun attacco da più di due anni


Dall'inizio dell'anno gli attacchi di pirateria contro i mercantili sono nettamente cresciuti, in alcuni casi esponenzialmente, soprattutto in Africa Occidentale. Lo rende noto l'ultimo report dell'International Maritime Bureau (IMB), l'organismo dell'International Chamber of Commerce che monitora costantemente il fenomeno, ad uso delle marine e dello shipping di tutto il mondo.

In totale, in tutto il mondo, gli attacchi sono stati 132, 13 in più rispetto ai primi nove mesi del 2019, quando sono stati 119. 85 i marittimi rapiti, di cui 80 solo nel Golfo di Guinea nel corso di 14 attacchi segnalati al largo di Nigeria, Benin, Gabon, Guinea Equatoriale e Ghana. 31 le persone prese in ostaggio. 112 le navi abbordate, 6 colpite da armi da fuoco, 12 le navi coinvolge in tentati attacchi. Quasi tutti nel Golfo di Guinea, dove si sono concentrati il 95 per cento dei rapimenti globali. Lì operano bande ben organizzate da ormai tanto tempo, legate soprattutto al traffico del petrolio.

Nel Golfo di Guinea, al largo della Nigeria – uno dei mari più esposti al mondo agli attacchi dei mercantili – nei primi nove mesi dell'anno ha visto aumentare gli arrembaggi del 40 per cento.

Da settembre 2018 non si registrano attacchi al largo della Somalia, una zona che fino al 2014 è stata caratterizzata, sopratutto nella zona del Golfo di Aden, da attacchi continui e sistematici prima dell'intervento massiccio delle forze armate ONU a partire dal 2011. Solo ad agosto di quest'anno, però, sono stati liberati gli ultimi tre ostaggi, tenuti prigionieri per anni dai pirati.La zona che vede la diminuzione più consistente di attacchi è l'Indonesia, soprattutto negli ultimi tre mesi, che hanno visto 4 segnalazioni, in calo del 14 per cento sul trimestre precedente. Per la maggior parte si tratta di furti.

L'attacco più lontano dalla costa è stato anche quello che ha interessato il maggior numero di marittimi a bordo. È avvenuto il 17 luglio a 196 miglia a Sud-Ovest di Bayelsa, in Nigeria. Otto persone armate di mitragliatrici sono salite a bordo di una cisterniera e preso in ostaggio 19 tra marittimi e ufficiali, portando via documenti, oggetti di valore e 13 ostaggi, poi rilasciati, lasciando la nave con un equipaggio insufficiente a manovrarla (è stata raggiunta da una petroliera e trasferita in un porto sicuro).

L'attacco più violento è accaduto l'8 settembre, una nave da carico refrigerato a 33 miglia a Sud-Ovest di Lagos, sempre in Nigeria. Sono stati rapiti due marittimi, con il resto dell'equipaggio che è riuscito a chiudersi nella cittadella fortificata, un safety room all'interno della nave che permette all'equipaggio di guadagnare tempo e chiamare i soccorsi una volta che i pirati sono saliti a bordo.

Altre regioni pericolose sono Singapore, dove sono stati registrati 15 attacchi, per la maggior parte crimini di basso livello rispetto al Goldo di Guinea, con arrembaggi armati di coltelli.

Passando all'altro emisfero, ai Caraibi, in America Centrale e Meridionale (Brasile, Colombia, Ecuador, Haiti, Messico, Perù) le navi tendono ad essere attaccate all'ancora, o nel corso di passaggi fluviali sotto pilotaggio. Il 26 settembre una portacontainer è stata abbordata su un fiume mentre era in navigazione verso Guayaquil, in Ecuador. Gli aggressori hanno sparato per farsi aprire un container dal quale hanno rubato la merce prima di ripartire.

«Gli equipaggi si trovano ad affrontare pressioni eccezionali a causa del Covid-19 e il rischio di pirateria violenta o rapina a mano armata è uno stress aggiuntivo», afferma Michael Howlett, direttore dell'International Maritime Bureau, il cui Piracy Reporting Center (PRC) segnala e condivide dati dal 1991. Howlett incoraggia gli stati costieri e le cooperazioni regionali «ad assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza marittima all'interno della propria area». 

«Comprendere il vero rischio nell'area è un passo importante», continua Howlett. «L'IMB PRC non solo inoltra i rapporti alle agenzie e alle navi tramite GMDSS (Global Maritime Distress Safety System, il sistema internazionale di soccorso e sicurezza in mare, ndr) ma utilizza anche le statistiche per aumentare la consapevolezza di questi crimini».

Tag: pirati - Africa