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06 agosto 2020, Aggiornato alle 17,38
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Infrastrutture - Logistica

Speciale economia/ Gli effetti della pandemia sul mare e la logistica della Campania

L'anno era iniziato bene per Napoli e Salerno, poi si è fermato tutto, soprattutto i passeggeri. La ripresa dipenderà da come cambieremo le nostre abitudini. L'analisi del presidente dei porti della regione più popolosa d'Italia

Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale

di Pietro Spirito*

Scegliere l'angolo visuale dei porti e della logistica per comprendere gli effetti congiunturali e strutturali della pandemia può rappresentare un utile punto di osservazione, perché le crisi si colgono in particolare nei luoghi di intersezione tra sistemi e processi. È opportuno tentare questo esercizio anche perché la logistica e l'economia marittima rappresentano sempre un termometro sensibile circa l'andamento complessivo, da un lato del tessuto produttivo e dall'altro delle movimentazioni dei passeggeri, non solo per il pendolarismo di corto raggio ma anche per l'attività turistica. Cercheremo di leggere questi fenomeni calandoli in un contesto specifico, vale a dire descrivendo quanto sta succedendo nei porti dell'Autorità di sistema portuale Tirreno Centrale (Napoli, Salerno e Castellammare). Tutti i dati di seguito indicati riguardano i principali porti della Campania.

Breve periodo: traffico merci resiste, cabotaggio all'anno zero
Il 2020 era iniziato, nei primi due mesi, con un andamento positivo, sostanzialmente in tutti i segmenti di mercato. Poi, con l'avvio del lockdown per effetto della pandemia, si è registrato un drastico calo nei volumi e nei servizi di trasporto, particolarmente sensibile nel segmento del trasporto passeggeri. Le crociere si sono bloccate completamente. Tra marzo e maggio la riduzione è risultata pari al cento per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, nei porti di Napoli e Salerno così come nei porti di tutto il mondo: il trend continuerà nei prossimi mesi, certamente almeno sino alla fine di luglio.

Nel traffico passeggeri di corto raggio, il drastico rallentamento dei volumi è correlato con l'emergenza e con la stretta decisa sulla mobilità dei cittadini per generare il distanziamento sociale. La contrazione di passeggeri, nel confronto tra aprile 2020 e aprile 2019, è stata pari al 96,4 per cento. A maggio la riduzione è stata dell'87,7 per cento per il porto di Napoli e del 94,3 per cento nel porto di Salerno. Cessata questa fase, con il progressivo ritorno alla mobilità negli spostamenti dei viaggiatori, è molto probabile che - in un tempo relativamente breve - si possa tornare ad un volume maggiormente fisiologico di spostamenti.

Più articolato è il ragionamento che si può condurre oggi sul traffico commerciale. Quello che accadrà nel settore del trasporto merci dipenderà molto da ciò che si determinerà nella riorganizzazione del settore industriale, non solo nei singoli Paesi ma su scala internazionale. Intanto, in marzo, primo mese in cui ha cominciato parzialmente a determinarsi l'effetto del lockdown, si è registrata una riduzione del 14,7 per cento in termini di tonnellate trasportate rispetto all'omologo periodo dell'anno precedente. Ad aprile, mese completamente in lockdown, la riduzione del traffico commerciale nei porti di Napoli e Salerno è stata pari al 28,2 per cento rispetto al corrispondente mese del 2019, con una punta del -54,1 per cento nel segmento di traffico delle rinfuse liquide. Nel mese di maggio il porto di Napoli ha registrato una riduzione del traffico in tonnellate del 23,2 per cento, mentre il porto di Salerno ha segnato un decremento del 14,7 per cento.

L'impatto di riduzione del traffico commerciale è stato, nei porti di Napoli e di Salerno, molto meno sensibile rispetto a quanto è accaduto per il traffico passeggeri di corto raggio e per il segmento delle crociere. Non tutti i segmenti di mercato hanno segnato, nel traffico commerciale, un andamento omogeneo: certamente il traffico contenitori ha marcato una tendenza complessivamente più positiva, anche durante la fase del lockdown.

Dovremo osservare con attenzione cosa accadrà nei mesi prossimi per comprendere la capacità di ripresa del traffico passeggeri una volta che verranno progressivamente ridotte le regole di distanziamento, e la capacità del settore industriale di tornare ai volumi trasportati pre-Covid.

Medio e lungo periodo: la riorganizzazione del lavoro
Dopo la pandemia dobbiamo cominciare ad immaginare un futuro diverso, pur se non è scontato prevedere la direzione di marcia dei cambiamenti che si determineranno. È possibile che alcune produzioni troveranno una loro ricollocazione nei paesi di più matura industrializzazione, riducendo i gradi di dipendenza che inevitabilmente sono connessi alle scelte determinate dalla globalizzazione spinta dei decenni passati.

Probabilmente, affronteremo adattamenti alla divisione internazionale del lavoro, che non saranno però destinati a modificare lo scenario complessivo dell'economia nel suo insieme: vivremo una fase di aggiustamento della globalizzazione, del resto già iniziata con le spinte protezionistiche degli anni più recenti. Nella logistica, si assisterà alla crescita più accelerata del commercio online, che spiazzerà soprattutto la grande distribuzione organizzata, mentre probabilmente i negozi di vicinato potranno trovare formule per un rilancio, magari connesso proprio allo stoccaggio ed alla consegna di ultimo miglio. 

Anche i consumi turistici sono destinati a mutare, almeno per qualche tempo. Il distanziamento sociale indurrà a non consentire subito la ripresa dei grandi appuntamenti di massa, anche come effetto di una memoria psicologica che durerà almeno per qualche tempo.

Quello che è certo è che siamo entrati in una crisi globale dell'economia determinata dal brusco rallentamento della produzione industriale. Nell'economia dei servizi, che pesa in modo incidente sull'insieme dei lavori e dei consumi, l'impatto della pandemia è stato ancor più significativo. Secondo la maggior parte degli osservatori, siamo in presenza di una profonda discontinuità e difficoltà strutturale, peggiore delle crisi che abbiamo vissuto dal 1987 in avanti.

Le crisi precedenti sono state di natura finanziaria, mentre ora siamo in presenza di un forzato blocco della macchina produttiva, che implica un impatto diretto sulla economia reale. La pandemia è penetrata nella vita delle persone, nei comportamenti di consumo, nella organizzazione dei sistemi industriali. I Paesi che sapranno offrire risposte efficaci e tempestive, coglieranno opportunità. Gli altri saranno ancor di più in difficoltà. Il sistema delle connessioni marittime, per i passeggeri e per le merci, costituirà ancor di più una delle reti di fondamentale importanza per giocare la partita della competitività.

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* presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale