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03 febbraio 2023, Aggiornato alle 11,26
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Speciale economia | Cresce il divario tra Paesi industrializzati e in via di sviluppo

L'economia mondiale è in crescita ma rallenta. L'inflazione nella seconda metà dell'anno è stata determinante. Il report annuale dell'UNCTAD

(Open Grid Scheduler / Grid Engine/Flickr)

Il commercio mondiale cresce anche nel 2022, raggiungendo una movimentazione merce record in termini di valore, ma la curva è discendente per via dell'inflazione arrivata nella seconda metà dell'anno e se continuerà così per il 2023 ci si aspetta un ulteriore calo, se non una recessione. Quello che è preoccupa maggiormente è il divario crescente tra Paesi industrializzati, che riescono a mantenere alti livelli di produzione e un'alta domanda, e quelli in via di sviluppo che non si avvicinano neanche lontanamente ai criteri internazionali stabiliti in sede ONU nell'Agenda 2030.

Il rapporto statistico annuale dell'UNCTAD, pubblicato ieri, vede un PIL mondiale nel 2022 sceso a un più 3,3 per cento, rispetto a più 5,7 per cento del 2021. La crescita delle esportazioni di merci dovrebbe dimezzarsi, passando dal forte aumento del 26,5 per cento registrato nel 2021 al 13,8 per cento di quest'anno. Per le esportazioni di servizi, che includono trasporti e viaggi, il rallentamento sarà meno pronunciato, passando dal 17,2 al 14,6 per cento.

Nonostante la forte crescita degli scambi di servizi nel 2021, il valore delle esportazioni (6,1 trilioni di dollari) è rimasto al di sotto dei livelli pre-COVID-19 (6,3 trilioni di dollari nel 2019). Complessivamente, però, il valore dell'interscambio è pari a 32 trilioni di dollari, di cui 25 trilioni in beni (+10% sul 2021) e circa 7 trilioni in servizi (+15%).

Inflazione
I prezzi dei beni primari, come cibo ed energia, sono aumentati del 55 per cento nel 2021. I combustibili hanno rappresentato 22 punti percentuali della crescita. La tendenza al rialzo è continuata quest'anno, con i prezzi che hanno raggiunto nell'agosto scorso i livelli più alti in quasi tre decenni. Anche l'inflazione è aumentata vertiginosamente, soprattutto in Africa, dove i prezzi al consumo sono aumentati del 22,7 per cento nel 2021. Nel frattempo, le persone in America Latina e nei Caraibi hanno visto aumentare i prezzi del 15 per cento.  

Il surplus commerciale delle economie in via di sviluppo è cresciuto soprattutto in Africa, rispecchiato da un aumento del deficit commerciale per le economie sviluppate. I paesi in via di sviluppo hanno commerciato di più con le nazioni sviluppate (8 trilioni di dollari) che tra di loro (5,4 trilioni). Il commercio tra le nazioni sviluppate è stato leggermente superiore a 8,5 trilioni.

La diversificazione delle esportazioni in molti paesi in via di sviluppo è rimasta bassa nel 2021. L'Asia occidentale e l'Africa settentrionale hanno registrato il paniere di esportazioni meno diversificato, seguite da Oceania e Africa subsahariana. Ma i prodotti da cui dipendevano i paesi variano da regione a regione. Circa tre quarti delle esportazioni africane consistono in beni primari (77%), mentre le economie in via di sviluppo dell'Asia e dell'Oceania esportano manufatti in proporzioni quasi uguali (76%).

I 46 paesi meno sviluppati del mondo (LDC) hanno registrato una crescita del PIL reale di solo il 2 per cento nel 2021, meno della metà della media globale del 5,7 per cento. La crescita del PIL nei paesi meno sviluppati è stata di gran lunga inferiore all'obiettivo di crescita pro capite annuo del 7 per cento sancito dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

La popolazione mondiale ha raggiunto gli 8 miliardi nel novembre 2022, anche se la crescita è in calo dalla fine degli anni Ottanta: nel 2021 il tasso di crescita si è attestato allo 0,87 per cento. Anche i tassi di dipendenza globale sono aumentati tra la popolazione. In media ci sono 54 figli o anziani a carico ogni 100 lavoratori. L'Africa ha il più alto rapporto di dipendenza, pari al 72 per cento.

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Tag: economia