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14 giugno 2021, Aggiornato alle 16,13
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Infrastrutture

Sostenibilità, progetto Legambiente-Enel X per i porti green

Sei le azioni chiave individuate: innovazione tecnologica, digitalizzazione, efficientamento energetico dei moli, integrazione scali marittimi-rete ferroviaria, elettrificazione dei consumi


Sono sei le azioni chiave per portare avanti la lotta alla crisi climatica attraverso la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Nell'ordine: innovazione tecnologica, digitalizzazione, efficientamento energetico degli porti, integrazione tra porti e rete ferroviaria (corridoi green), progressiva elettrificazione dei consumi con fonti rinnovabili e supporto all'adeguamento degli scali e della flotta navale. È la ricetta proposta da Legambiente ed Enel X (la global business line del gruppo Enel che progetta e sviluppa soluzioni incentrate sui principi di sostenibilità ed economia circolare) contenuta nel rapporto "Porti verdi: la rotta verso uno sviluppo sostenibile", presentato nel corso di un webinar in diretta su facebook e sul sito della Nuova Ecologia e di Legambiente. 

Cold ironing
Dal documento messo a punto, riferisce l'Ansa, emerge come questa sia "un'importante opportunità di innovazione, rafforzamento della filiera industriale del Paese e riduzione dell'inquinamento nelle città portuali italiane". In particolare, tra i capisaldi c'è il contributo tecnologico che può arrivare dal 'cold ironing', cioè dalla possibilità di abbattere le emissioni fornendo energia dalla terraferma alle navi ormeggiate in porto, fino ad azzerarle "se si alimentano con le rinnovabili"; oltre alla conversione della flotta navale con mezzi aventi un minor impatto ambientale. In questo modo si può tagliare anche l'inquinamento: le emissioni associate a questo settore - viene spiegato – "sono stimate in 940 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, pari a circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra". 

Tecnologia matura
"Il trasporto marittimo e le attività portuali - spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - risultano oggi ancora fortemente dipendenti per i loro consumi dalle fonti fossili. Da anni ci battiamo per ridurre l'inquinamento prodotto dalle navi nei porti delle città ed è arrivato il momento di investire sul cold ironing, una tecnologia oggi matura, e di rafforzare le connessioni con la rete ferroviaria per creare filiere di trasporto merci" a basso impatto di carbonio; "l'Italia - continua Zanchini - non perda questa preziosa occasione per mettere al centro del Recovery plan interventi che rivestono un ruolo importante nella lotta alla crisi climatica". Elemento centrale per la decarbonizzazione è il tema del cold ironing; il rapporto ricorda che ridurre le emissioni è "una priorità" della Sustainable and smart mobility strategy europea ed "un'emergenza indicata da operatori e dall'Organizzazione europea dei porti marittimi". E che la commissione Ue ha stabilito "l'obiettivo di ridurre del 90% le emissioni legate al settore dei trasporti entro il 2050 e nell'ambito delle misure Green Deal promuove lo sviluppo di alternative sostenibili ai combustibili fossili". 

Zero emissioni
Si fa poi riferimento alla prospettiva dell'elettrificazione del trasporto fino a quello a ‘zero emissioni' legato all'idrogeno rinnovabile, l'ammoniaca rinnovabile o le batterie da elettricità verde. Mentre sul versante della filiera merci serve "integrare le infrastrutture portuali con quelle ferroviarie, in modo da rendere competitiva la logistica", con l'attivazione dei corridoi green. Per Legambiente e Enel X sono sei le azioni per il 2021: una tariffa elettrica dedicata al cold ironing; introdurre finanziamenti pubblici per accelerare la transizione; avviare il processo di elettrificazione e progressività nell'uso di fonti rinnovabili; road map per l'elettrificazione dei porti; sviluppare infrastrutture ferroviarie nei porti. Anche perché - concludono – "l'abilitazione al cold ironing dei 39 porti italiani del network TEN-T (la rete trans-europea dei trasporti) permetterebbe ogni anno di evitare la combustione di oltre 635mila tonnellate di gasolio marino".