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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 14,00
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Infrastrutture

Sospeso il pronto soccorso di Gioia Tauro

La decisione dell'ASL di Reggio Calabria, per via della carenza di medici e del rischio di infezioni da Covid. L'autorità portuale: "Rammarico per i mille lavoratori dello scalo"

Il pronto soccorso di Gioia Tauro

L'Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio esprime «grande rammarico» per la chiusura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Gioia Tauro. La decisione è dell'ASL di Reggio Calabria, sospendendo il presidio «considerata l'impossibilità - spiega l'azienda sanitaria provinciale - di organizzare il turno di servizio a causa della totale assenza di medici presso l'Unità Operativa Pronto Soccorso del P.O. Giovanni XXIII di Gioia Tauro», e per «possibili commistioni con pazienti affetti da Covid-19». Un centro, spiega l'authority portuale, che fino ad oggi «ha offerto un servizio di quotidiana importanza per il territorio e, in particolare, punto di riferimento per gli oltre mille lavoratori del porto di Gioia Tauro».

Il porto non resta senza un pronto soccorso. Ce n'è uno all'interno dello scalo che però non è dotato di mezzi e strutture per offrire il servizio di pronto soccorso ospedaliero. «Risulta incomprensibile - continua l'autorità portuale - come si possa decidere di privare i lavoratori del porto di transhipment più importante di Italia, dove naturalmente possono verificarsi incidenti di diversa gravità, di un servizio ritenuto di essenziale importanza, costringendoli a dover raggiungere il presidio ospedaliero di Polistena».

Poco tempo fa è stato chiuso nel porto di Gioia Tauro anche il punto di polizia frontaliera. «Decisioni – conclude la nota - che, una dopo l'altra, mettono in discussione la presenza dello Stato sul territorio, soprattutto in un'area dove è fondamentale dare risposte per garantire quotidiani servizi essenziali, da cui non si può prescindere».