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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Sinistri, in nove anni un terzo di incidenti in meno

Calano affondamenti, collisioni e decessi, anche se bisogna guardare alle singole tipologie di navi. I dati del ministero dei Trasporti


Negli ultimi nove anni i sinistri marittimi in Italia risultano in calo di un terzo, nell'ultimo anno addirittura di un quarto, anche se guardando alle singole categorie navali in alcuni casi si assiste al contrario a un incremento degli incidenti. Sono i dati diramati dal ministero dei Trasporti nell'ultimo "Rapporto sui sinistri marittimi" redatto dalla direzione generale per la vigilanza delle Autorità portuali.
 
Da 349 sinistri osservati nel 2007 si passa a 232 nel 2015, con un calo del 33,52 per cento. L'anno scorso gli incidenti sono addirittura calati di un quarto (-25,64%) rispetto al 2014. La prima causa di incidente è l'affondamento, seguita dalla collisione e dall'urto. I decessi sono in calo di oltre la metà (-64%) rispetto al 2007. Al dato degli ultimi nove anni si accompagna una parallela riduzione nel numero dei decessi (25 ogni 100 incidenti nel periodo 2007-15) e ferimenti a seguito dei sinistri marittimi. Tale diminuzione, informa il dicastero, appare però meno evidente comparando i dati assoluti rispetto alla consistenza della flotta complessiva di riferimento. «Si riscontra – osserva il ministero - che in realtà gli indici di incidentalità sembrano osservare un trend più o meno uniforme, quando non si evidenzia perfino un loro incremento nel corso degli ultimi anni, per specifiche tipologie navali».

La nave ovviamente più soggetta a incidenti è quella adibita al trasporto passeggeri e rotabili: è il tipo di unità che compie con più frequenza di tutte le altre le manovre di attracco, ormeggio e disormeggio - a volte più volte al giorno -, le fasi in cui si concentrano la maggior parte degli incidenti, come ha rilevato recentemente lo studio "Port Crash". L'indice di incidentalità di questo tipo di navi oscilla, tra il 2009 e il 2014, tra il 10 e il 14 per cento. Per intenderci: il carico secco e liquido ha un indice, nello stesso periodo, tra il 3 e il 7 per cento, quello delle navi da pesca tra lo 0,5 e lo 0,7%.

Principali dati:
• 232 sinistri rilevati nel 2015 (erano 349 nel 2007, pari a un calo del 33,52%)  
• Riduzione del 25,64 per cento degli incidenti rispetto al 2014
• Minor numero di decessi (-64% nel 2015 rispetto al 2007)
• Circa 25 decessi ogni 100 sinistri nel periodo 2007-2015
• Diminuzione del numero di navi coinvolte in sinistri (calo del 35,45% nel 2015 rispetto al 2007)
• Principali tipologie di sinistro marittimo più frequenti: l'affondamento dell'unità navale 21,13%, la collisione 20,61% e l'urto 17,41 

«L'attività di studio e analisi delle cause dei sinistri marittimi – conclude in una nota il ministero dei Trasporti - è stata inserita negli obiettivi operativi della direzione generale per l'anno 2017, in conseguenza dell'inserimento delle attività di investigazione delle cause dei sinistri in mare  tra le priorità politiche del ministro, individuate con D.M. 15 giugno 2016 n. 212 (Priorità politica n. 1 – Sicurezza)».