|
Porto di Napoli
17 ottobre 2018, Aggiornato alle 17,08
intersped

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Politiche marittime

Sicurezza in porto, per Angopi non costo ma investimento

Il presidente dell'associazione degli ormeggiatori inquadra il futuro della categoria alla luce dei nuovi modelli organizzativi


Sicurezza? Non è un costo, ma una forma di investimento che offre garanzia di qualità al porto e al bene comune. Un concetto sottolineato con decisione da Cesare Guidi, presidente di Angopi, l'associazione nazionale dei gruppi ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani, che è intervenuto sul palco del palazzo dei congressi di Ravenna, in occasione del Secondo Forum nazionale sulla sicurezza nei porti, seguito dall'assemblea generale di Federagenti.

Un appuntamento al quale ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. Per Guidi il modello organizzativo definito dal legislatore, che vede i servizi tecnico nautici (pilotaggio, rimorchio e ormeggio delle navi) operare sotto il controllo e la vigilanza dell'Autorità marittima, "ha dimostrato di funzionare bene, fornendo ai porti un presidio di sicurezza, economicamente sostenibile, il cui apporto va abbondantemente oltre la sola attività istituzionale". E ha iniziato a funzionare anche l'Osservatorio sulla sicurezza nei porti, nato il 25 gennaio 2017, una sorta di cabina di regia in cui siedono tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria, i rappresentanti del Comando generale delle capitanerie, della direzione generale del ministero delle Infrastrutture e trasporti che mette in sinergia soggetti del cluster marittimo e istituzioni per mettere a punto iniziative comuni sulla sicurezza.

Il presidente di Angopi si è soffermato anche sulla legge 230/2016 che ha apportato modifiche al codice della navigazione in materia di responsabilità dei piloti dei porti e disposizioni in materia di servizi tecnico-nautici: si tratta - ha spiegato - di una norma di straordinaria importanza che disciplina l'erogazione e le circostanze che giustificano l'obbligatorietà del servizio di ormeggio, "individuando in un decreto ministeriale il provvedimento per la sua regolamentazione, che viene quindi sottratta dalle condizionanti pressioni locali e garantisce l'applicazione di criteri uniformi al riguardo, evitando che la sicurezza possa essere strumentalizzata a fini anticoncorrenziali".

All'appuntamento di Ravenna erano presenti anche i presidenti delle due commissioni del Senato e della Camera che si occupano di trasporti, Altero Matteoli e Michele Meta. Proprio il Senato ha approvato lo scorso novembre un ddl che amplia la copertura assicurativa dei piloti, obbligandoli anche a sottoscriverne una.