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12 aprile 2024, Aggiornato alle 18,59
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Infrastrutture

Sicurezza e formazione, nel porto di Venezia il primo "simulatore di lavoro" Inail

Lo strumento è stato installato a Marghera, nell'area antistante il fabbricato portuale 448


Quello di Venezia è il primo porto in Italia ad ospitare un simulatore di lavoro in spazi confinati, efficace strumento da utilizzare per la formazione e addestramento degli operatori impegnati nelle aree portuali brevettato dalla Direzione Centrale Ricerca dell'Inail. Lo strumento è stato installato a Porto Marghera, nell'area antistante il fabbricato portuale 448. Il suo utilizzo in percorsi formativi risulta particolarmente efficace poiché consente di simulare situazioni di rischio tipiche degli spazi confinati e di testare, poi, le procedure di sicurezza e di emergenza per la messa in sicurezza e recupero di lavoratori che in detti ambienti si possono trovare in situazioni a particolare rischio infortunistico. Il simulatore risulta utile anche per addestrare gli operatori ad assumere posizioni ergonomiche mentre lavorano in spazi particolarmente angusti.

Convinti che la formazione sia uno dei principali strumenti per ridurre i rischi di infortunio sul lavoro, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Inail – Direzione regionale Veneto, e Vigili del Fuoco – Direzione Interregionale Veneto e Trentino-Alto Adige hanno siglato un accordo per la definizione di una proposta formativa dedicata al lavoro in ambiti confinati o sospetti di inquinamento  a tutti gli operatori che sono impegnati in attività lavorative all'interno di stive, serbatoi, silos, pozzetti interrati e cavidotti nei porti di Venezia e di Chioggia.

La necessità di interventi formativi e addestrativi destinati ad operatori impegnati in spazi confinati nasce non solo da un dato infortunistico numericamente significativo, ma anche e soprattutto dalla consapevolezza che gli effetti provocati da infortuni occorsi in detti spazi sono sempre gravissimi e con esito mortale. Infatti, i dati rilevati da Inail Veneto evidenziano che, negli ultimi due anni, in regione sono stati denunciati in questa tipologia di ambienti 6 casi di infortunio che hanno coinvolto più persone contemporaneamente e con esito mortale. I rischi presenti in questi ambienti di lavoro sono spesso invisibili, silenziosi, inodori e generano un'errata percezione della pericolosità che si cela in questi contesti lavorativi. 

"I porti veneti sostengono la cultura della sicurezza da ogni punto di vista – dichiara il presidente AdSP Fulvio Lino Di Blasio che ricorda come "finalmente, grazie alla collaborazione con Inail e Vigili del Fuoco i lavoratori dei porti di Venezia e Chioggia potranno beneficiare anche di uno strumento all'avanguardia per testare fisicamente condizioni di lavoro molto particolari che sono spesso associate ad un elevato profilo di rischio. L'iniziativa si inserisce nel solco delle politiche adottate dall'Autorità in ambito safety". 
 

Tag: porti - formazione