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30 settembre 2020, Aggiornato alle 20,26
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Shipping, tra Brexit e opportunità. L'analisi del Rina

Al party di Natale del Rina la disanima del mercato dell'ad Ugo Salerno. «La grandezza di Onassis è nata con la crisi di Suez»


Oltre 200 tra armatori, brokers, assicuratori, avvocati, ingegneri navali e tanti altri professionisti del mare sono stati ospiti del Rina, il registro navale italiano, per il consueto scambio di auguri di fine anno a Napoli. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione, Gaspare Ciliberti, e l'amministratore delegato Ugo Salerno. E proprio Salerno nel suo intervento agli ospiti ha ammesso che nel 2016 cambiamenti profondi e veloci hanno sconvolto le attività dello shipping. «Brexit, elezione di Trump –ha ammesso l'ad– significano cambiamenti che però non vanno visti negativamente perché presentano rischi ma anche opportunità». E come esempi ha citato la chiusura del canale di Suez e la conseguente crisi petrolifera che, però, dette vita all'ascesa di un grande armatore, forse il più grande, Aristotele Onassis. La crescita della produzione di acciaio in Cina, con la successiva stabilizzazione, ha dato agli armatori molte opportunità.

Nel suo intervento, breve ma molto efficace ed apprezzato, Salerno si è soffermato sui cambiamenti geopolitici in atto, sulle migrazioni dal continente africano («Nel 2050 saranno all'incirca due miliardi di persone»), sulle guerre, la primavera araba, l'Egitto, la Libia, la Turchia, i rapporti tra occidente e la Russia, l'Iran.
«Abbiamo classificato navi iraniane – ha osservato – e questo è figlio dello sconvolgimento geopolitico. Ma su tutto c'è il prezzo del petrolio», la materia prima principe per la quale – ha commentato Salerno – non si possono fare previsioni. Molte sono le variabili come la produzione di shale oil americano, gli accordi dei paesi produttori, le energie alternative che vanno ad incidere sulle produzioni e sul trasporto. «Il riscaldamento globale – ha commentato – ha portato ad una forte crescita delle energie alternative. Tra queste il fotovoltaico. Ciò ha determinato un forte stress alle reti elettriche. Meno gas e più elettricità con riflessi sul prezzo del petrolio».

Per Rina è stato un anno non facile. «Difficile», ha sintetizzato Salerno. Il mondo dell'energia ha vissuto una crisi che ha determinato meno attività. «Per il marine – ha detto Salerno – non è stato un buon anno. Giù il carico secco, liquido a fasi alterne ma ha tenuto. Giù container. Ma noi abbiamo fatto la nostra parte con la classificazione di navi del gruppo Carnival per unità tra le più grandi con capacità di 8,500 persone tra ospiti ed equipaggio. Per questo Rina è ai primi posti nel mondo per i settori crociere e ro/pax».

E per finire alcuni numeri che dimostrano la solidità del gruppo anche in periodi non facili per tutti. «Il nostro fatturato di fine anno si attesterà sui 450/460 milioni in linea con l'anno precedente. Abbiamo – ha detto Salerno – 4mila dipendenti a contratto indeterminato con una forza lavoro di tanti altri professionisti con i quali si raggiungono le 6mila persone impegnate ogni giorno. Abbiamo comprato una società d'ingegneristica inglese, la Edif, che ha 650 dipendenti ed un fatturato di 100 milioni».