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08 aprile 2020, Aggiornato alle 16,16
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Sequestrati beni per 55 milioni a Tirrenia-Cin

È il corrispettivo della prima delle tre rate con cui Compagnia Italiana di Navigazione paga l'acquisizione dell'ex compagnia di bandiera, e che ancora non ha iniziato a saldare


Con un'ordinanza del Tribunale di Roma, il 4 marzo è stato disposto il sequestro conservativo di 55 milioni di euro di beni e crediti della Compagnia italiana di Navigazione (Cin), che gestisce Tirrenia.

Lo rendono noto i commissari dell'ex compagnia di bandiera, i quali esprimono «viva soddisfazione per il risultato conseguito a tutela della massa dei creditori di Tirrenia, alla luce della piena adesione alle tesi prospettate e alle richieste avanzate dall'amministrazione straordinaria». L'ordinanza collegiale è stata pubblicata questa stamattina. 

L'azione è la conseguenza del mancato pagamento della prima delle tre rate con cui Cin ha dilazionato l'acquisizione della compagnia pubblica, che avrebbe dovuto essere pagata ad aprile 2016. Anche la seconda rata è scaduta, nel 2019, mentre l'ultima scade nel 2021, per un totale di 180 milioni. Il gruppo Onorato ha sospeso anzitempo il pagamento delle rate, in nome di una clausola del contratto che glielo avrebbe concesso in attesa della decisione della Commissione europea su possibili aiuti Stato nei contributi pubblici annuali che Tirrenia, e di conseguenza Cin, usufruiscono. E ora che il responso dell'Ue è arrivato, qualche giorno fa, è arrivato anche quello della giurisprudenza italiana.

Tag: tirrenia