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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 14,00
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Semestre shipping: riprende il traffico, crescono i prezzi

L'ultimo Fedespedi Economic Outlook è positivo e ottimista. Anche i noli marittimi, forse, hanno raggiunto il picco

(Winfred Weston/Flickr)

Decisa inversione di tendenza per lo shipping internazionale e l'import-export italiano nel 2021. Lo evidenzia il diciottesimo quadrimestrale di informazione economica, il Fedespedi Economic Outlook, con dati e previsioni anche sul contesto macroeconomico e il traffico del cargo aereo.

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L'inversione di tendenza, precisa lo studio, è dovuta alle misure di contrasto alla pandemia, cioè alle enormi risorse economiche messe in campo dai singoli Stati. A questo si aggiunge, tuttavia, la crescita dei prezzi industriali e al consumo determinata soprattutto dalla forte ripresa della domanda e dalle frizioni sulle catene di approvigionamento e trainata dal petrolio, passato da un minimo di 51 dollari al barile di inizio anno a un massimo di 77 dollari, in rialzo del cinquanta per cento circa.

In generale, l'ultima stima del World Trade Organization prevede una crescita nel 2021 del PIL mondiale del 6 per cento, anno in cui l'Ue a 27 dovrebbe registrare un aumento del 4,8 per cento e del 4,5 per cento nel 2022, tutte stime al rialzo sulle precedenti previsioni della Commissione europea. Nel primo semestre di quest'anno il commercio estero italiano vero i Paesi extra-UE ha raggiunto ottimi risultati: +22,9 per cento nelle esportazioni e +21,7 per cento nelle importazioni. Da sottolineare, in particolare, la crescita dell'export di alcuni comparti della manifattura: autoveicoli, rimorchi e semirimorchi registrano +48,5 per cento e altre attività manifatturiere (mobili, giocattoli, articoli sportivi, gioielli) +45,5 per cento (dati ISTAT).

Shipping
Secondo le ultime stime, il traffico container (al netto delle attività di trasbordo e feeder) nel primo semestre del 2021 è stimato in 88,6 milioni di TEU, con un deciso aumento del 13,5 per cento rispetto al 2020. In molti casi, tuttavia, i volumi degli scambi tra le aree geografiche restano inferiori ai livelli pre-pandemia. Un fenomeno che sta caratterizzando in negativo lo shipping internazionale è il mancato rispetto dei tempi di arrivo delle navi nei vari porti: secondo i dati di Sea Intelligence, nel 2021 solo il 40 per cento delle navi è arrivato nei tempi schedulati.

Dopo la flessione dello scorso anno, i porti italiani sono tornati a crescere, recuperando i volumi pre-pandemia: nel primo semestre del 2021 sono stati movimentati quasi 4 milioni di TEU, in aumento del 10,9 per cento senza Gioia Tauro e del 4,6 per cento con Gioia Tauro. Per quanto riguarda quest'ultimo, la flessione è legata soprattutto al minor volume di transhipment (29,5% del totale, era del 39% nel 2019) verso gli altri porti adriatici come Venezia, Ravenna e Ancona, non totalmente compensato dalla crescita dei traffici hinterland (70% del totale, erano il 61% nel 2019). Tra gli altri porti, significativo il recupero di La Spezia (+27,6%), dopo le difficoltà dei mesi scorsi, e di Genova (+15,7%). 

Nel primo semestre del 2021 i porti mediterranei non italiani hanno movimentato 10,9 milioni di TEU, in aumento del 6,6 per cento rispetto al 2020. In decisa crescita i porti spagnoli di Barcellona (+31%) e Valencia (+11,7%), mentre flette il traffico di Algeciras (-9,1%), porto che risente della concorrenza di Valencia e soprattutto di Tanger Med. Nello stesso periodo, i porti nordeuropei hanno evidenziato una crescita del 9 per cento a 22,2 milioni di TEU.

Per quanto riguarda l'andamento dei costi del trasporto marittimo, a partire da fine 2020 i noli marittimi hanno avuto un impressionante rialzo: fatta 100 la media dei noli di gennaio 2020, a metà settembre 2021 essi hanno toccato quota 472 sulla tratta Cina-Nord Europa e 419 su quella Cina-Mediterraneo, mentre l'indice generale ha toccato quota 334. L'ascesa dei noli, a partire da luglio, sembra aver subito un certo rallentamento, dando l'impressione che il momento più critico potrebbe essere stato superato. L'ulteriore e continua crescita dei noli nel corso del 2021 e le misure di contenimento dei costi hanno permesso alle compagnie marittime di ottenere significativi aumenti del fatturato, e ottimi risultati in termini di utili finali, che si collocano abbondantemente sopra il 20 per cento del fatturato.

Cargo aereo
Dall'ultimo Air Cargo Market Analysis di IATA (luglio 2021), a luglio 2021 il traffico espresso in ton-km (CTK cargo tonne-kilometres) è aumentato dell'8,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2019, anno di riferimento pre-pandemia. Il mese di luglio è stato il terzo consecutivo di crescita dei traffici (giugno + 9.2%). Appare possibile, tuttavia, un rallentamento del trend di crescita – ma non un'inversione – a causa dalla stabilizzazione della domanda e dall'andamento della pandemia in alcune aree del Mondo. Nei primi 8 mesi del 2021 l'Italia ha visto un aumento del traffico cargo del 34,8 per cento sullo stesso periodo del 2020 con 700 mila tonnellate, risultato ottimo anche se inferiore alle 713 mila tonnellate raggiunte nel 2019; il principale aeroporto cargo italiano, Milano Malpensa, ha segnato una crescita record del 56,4 per cento, confermando il trend di concentrazione del traffico merci italiano, quasi del 70 per cento.

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