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16 agosto 2019, Aggiornato alle 11,49
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Salviamo i ricci di mare. Premio "Majorca" alla studiosa napoletana Francesca Glaviano

Il riconoscimento è destinato a studentesse italiane che abbiano conseguito una laurea di alto valore specialistico in scienze biologiche con indirizzo marino  


È un metodo innovativo in grado di rendere sostenibile lo sfruttamento del Paracentrotus lividus, il comune riccio di mare, quello sperimentato nello studio condotto dalla napoletana Francesca Glaviano dell'Università Federico II, che ha lavorato in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn convogliando poi i risultati nella tesi che venerdì primo marzo riceverà a Bologna il Premio "Rossana Majorca" destinato a studentesse italiane che abbiano conseguito una laurea di alto valore specialistico in scienze biologiche con indirizzo marino.  

Il riconoscimento – spiega Marco Molino nell'approfondimento pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno – ha il fine di "promuovere in giovani donne l'avanzamento delle conoscenze e della ricerca" con particolare attenzione alla salvaguardia del mare. Un tema sul quale la ventisettenne partenopea ha le idee chiare: "Sono fortemente convinta – ha detto – che attraverso studio, ricerca scientifica, collaborazione e consapevolezza sociale, sia possibile promuovere allo stesso tempo la resilienza ambientale e un sostenibile benessere e sviluppo a livello globale".

La sua indagine, condotta con la supervisione di Valerio Zupo, si è concentrata su quello che da noi è comunemente conosciuto con il nome di "riccio femmina" il cui declino è dovuto sia alle tecniche di pesca sempre più efficaci, sia all'aumento della domanda e del prezzo di mercato. Il riccio è inoltre ampiamente utilizzato in molti studi, dalla fisiologia alla genetica, fino all'ecotossicologia.  

"Sono riuscita ad identificare – ha spiegato Glaviano al Corriere – un protocollo di allevamento che ha significativamente migliorato la percentuale di sopravvivenza delle larve. Inoltre ho sintetizzato diverse diete naturali che possono favorire, a seconda del prodotto finale desiderato: ottimi riproduttori (utili per la ripopolazione o per scopi scientifici), oppure animali con gonadi ben sviluppate a scopo commerciale e di ristorazione. Questi risultati – ha concluso Glaviano – sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche di rilievo nel settore".
 

Tag: ambiente