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03 luglio 2020, Aggiornato alle 18,22
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Rina e Fagioli al lavoro su Hebron-Ben Nevis

La società di trasporti e quella di classificazione hanno installato una monumentale  utilities process module da 45mila tonnellate


Fagioli, società italiana specializzata nei trasporti eccezionali (ha fatto parte della squadra che ha recuperato il relitto della Costa Concordia), e quella di classificazione Rina Services (gruppo Rina) hanno completato il lavoro di installazione della piattaforma petrolifera di Hebron, in Canada, nel bacino di Giovanna d'Arco. Si trova al largo delle coste canadesi dell'isola di Terranova e del Labrador, a 350 chilometri da Saint John. L'inizio delle operazioni di estrazione del petrolio è previsto per la fine di quest'anno. 

La piattaforma è stata costruita utilizzando una struttura che si regge sul suo stesso peso, in grado di sopportare l'impatto con gli iceberg le difficili condizioni climatiche della zona. Fagioli, società italiana esperta nel trasporto e nel sollevamento di carichi eccezionali, ha portato a termine il sollevamento e l'installazione delle gigantesche strutture della piattaforma insieme a Rina Services, che ha effettuato la verifica tecnica necessaria affinché il progetto si sviluppasse in sicurezza. 

È stato il modulo da 45mila tonnellate, l'utilities process module (UPM), a rappresentare la prova più impegnativa per Fagioli e Rina. Costruito in Corea, si tratta di un'immensa struttura trasportata su chiatte fino alla sua posizione finale a Bull Arm in Canada. Qui, una parte molto significativa delle sovrastrutture, in particolare il modulo alloggi del peso di più di 4mila tonnellate, è stato integrato con l'UPM utilizzando un pontone di appoggio. Un'operazione molto delicata considerando la mole e il clima: per esempio, un movimento troppo ampio della chiatta e, quindi, del modulo, avrebbe reso impossibile le operazioni di posizionamento. 

«La verifica della stabilità, della capacità di sostenere le difficili condizioni ambientali e dell'integrità strutturale sono passaggi indispensabili in attività di questo tipo. Vista l'altezza della struttura, ogni minimo movimento della chiatta risulta molto amplificato sulla sommità del modulo. L'analisi della stabilità è stata possibile grazie ad un'avanzata verifica tecnica, un'attività in cui Rina Services ha molta esperienza. Siamo felici di aver contribuito al successo dell'operazione», commenta Dino Cervetto, direttore servizi tecnici di Rina Services. «La buona riuscita della fase di installazione della piattaforma Hebron e del fatto che i nostri clienti si rivolgano a noi con fiducia quando si trovano davanti a grandi sfide è molto importante. Rina Services è stato un partner eccellente, che ha offerto servizi ad alto valore aggiunto», conclude Paolo Massera, chief technical officer di Fagioli.