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27 maggio 2020, Aggiornato alle 20,46
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Rina, ai dipendenti 850 giorni di ferie da parte dei dirigenti

Affiancandosi agli ammortizzatori sociali, il reddito di 4 mila persone verrà ulteriormente integrato. Anche Ugo Salerno si dimezza lo stipendio per nove settimane

Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina

Sono oltre 850 le giornate di ferie che i dirigenti del Rina hanno messo a disposizione dei colleghi a sostegno dei redditi e dal ricorso agli ammortizzatori sociali avviati a causa dell'emergenza sanitaria.

«L'accordo firmato in questi giorni tra la rappresentanza sindacale dei dirigenti del Rina e l'azienda mostra l'impegno personale della classe dirigente, al quale si aggiunge l'intervento che la società ha deciso di fare contribuendo con un valore pari a ulteriori 1,300 giornate. Verrà così costituito un fondo di solidarietà da impiegare nel prossimo futuro per le iniziative a supporto del reddito del personale non dirigente», spiega la società di classificazione in una nota.

In armonia con quanto deciso dai dirigenti, Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina, rinuncerà alla metà del suo compenso per nove settimane, il periodo massimo previsto il tipo di cassa integrazione in vigore. La società, quindi, grazie all'accordo stipulato con la rappresentanza sindacale dei dirigenti Rina, corrisponderà ai dipendenti in cassa integrazione, in aggiunta agli importi riconosciuti dall'INPS, una somma aggiuntiva per garantire un ulteriore sostegno al reddito.

Oltre a lavorare in smart working da mesi, dal 22 gennaio il Rina ha costituito una task force dedicata alla gestione dell'emergenza Coronavirus, a partire dagli aspetti sanitari. «Misure che, unite al senso di responsabilità dei circa 4 mila dipendenti, hanno consentito di registrare finora un numero esiguo di casi positivi al COVID-19, inferiore a dieci, e nessun decesso», spiega il Rina.

Nell'ambito delle iniziative a tutela delle risorse e della piena operatività, l'azienda ha inoltre firmato un accordo con le organizzazioni sindacali dei Trasporti che introduce alcune flessibilità sui contratti a tempo determinato, permettendo di estendere straordinariamente i contratti in essere con proroghe non eccedenti i sei mesi. 

Lo spirito di questi accordi sono di attutire ulteriormente l'impatto della pandemia sull'occupazione, in particolare sui contratti a tempo determinato, «in una fase - conclude la nota - di instabilità che determina un'estrema difficoltà da parte dell'azienda nel programmare i carichi di lavoro ed impone la massima cautela in decisioni aziendali importanti quali le assunzioni e le politiche occupazionali in genere».

Il fatturato 2019 del Rina è stato di 465 milioni di euro. Ha circa 200 uffici nel mondo, in 70 paesi. Non è più solo una storica società di certificazione classificazione ma anche una società di ingegneria, sempre focalizzata sull'industria navalmeccanica.

Tag: rina - coronavirus