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28 luglio 2021, Aggiornato alle 16,09
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Politiche marittime

Riforma ITS, Confitarma: svincoliamoli dai fondi annuali

La Camera ha iniziato un'importante discussione che unifica sei proposte di legge parlamentare

(DVIDSHUB/Flickr)

La Camera dei deputati sta discutendo un importante provvedimento che ridefinisce la missione degli istituti tecnico superiori (ITS), nell'ambito di una riforma finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che unifica sei proposte di legge di iniziativa parlamentare.

I recenti emendamenti al testo originario del provvedimento (sostenuti da Confindustria) sono apprezzati dalla Confitarma perché con essi «viene riconosciuta – afferma il presidente Mario Mattioli - la stretta connessione degli ITS con le imprese del settore di riferimento rafforzando al contempo il ruolo delle imprese nelle fondazioni ITS stesse. Viene inoltre, riequilibrato il rapporto con le università, lasciando piena autonomia agli ITS e valorizzando la loro attività ai fini dell'accreditamento presso le Regioni e il relativo ottenimento dei fondi pubblici».

Secondo Confitarma sarebbe opportuno introdurre misure volte a svincolare gli ITS dal sistema di finanziamento sulla base di bandi annuali, «al fine di consentire una adeguata programmazione dei corsi garantendo la certezza della continuità formativa». In altre parole, andrebbero inseriti in una programmazione economica pluriennale.

Nel suo discorso programmatico alle Camere del febbraio 2021, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha espressamente menzionato gli ITS sottolineandone l'importanza nella ripresa economica, incentivando l'occupazione giovanile, che nel caso degli ITS è già molto alta.

Dalla loro istituzione, infatti, sono oltre duemila gli allievi che si sono diplomati presso gli ITS del mare, quasi tutti impiegati. È stato possibile, spiega Mattioli, «grazie a percorsi di formazione volti a rispondere alle specifiche esigenze del settore, che hanno consentito al personale marittimo di raggiungere un elevato livello di professionalizzazione».

Gli ITS hanno un'identità distinta che risponde a una specifica domanda di mercato, quella marittima in questo caso. Ed è tanto più necessaria quando «la formazione per lavorare a bordo delle navi – continua Mattioli - riveste carattere obbligatorio, è disciplinata da normative nazionali ed internazionali e, dopo un percorso triennale negli ITS, si conclude con un esame unificato per il conseguimento sia del Diploma Tecnico Superiore sia del Certificato di Competenza di Ufficiale di Coperta o di Macchina».

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