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24 settembre 2020, Aggiornato alle 15,57
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Politiche marittime

Riciclaggio navi, Ue autorizza 18 cantieri

Sono stati inclusi in una lista che gli permette di smantellare in via esclusiva le unità battente bandiera europea. Nessuno si trova in Italia


La Commissione Ue ha adottato la prima versione della "lista europea delle strutture di riciclaggio delle navi", centri che ne garantiscono lo smaltimento in impianti sicuri per i lavoratori e compatibili con l'ambiente. Sono in tutto diciotto centri, nessuno però figura in Italia ma in altri dieci Paesi quali Belgio (1), Danimarca (2), Francia (3), Lettonia (1), Lituania (3), Olanda (2), Polonia (1), Portogallo (1), Spagna (1), Gran Bretagna (3). La lista completa è visibile qui.

I diciotto cantieri sono stati selezionati sulla base del regolamento Ue sul riciclaggio delle navi adottato a novembre 2013. Stabilisce che tutte le navi che navigano sotto bandiera di uno dei 28 Paesi membri deve essere smantellata in un impianto autorizzato. I 18 centri sono stati selezionati dalla Commissione rispettando particolari requisiti per l'inclusione, garantendosi l'accesso esclusivo al riciclaggio delle navi battenti bandiera Ue. La Commissione sta lavorando anche all'inclusione di cantieri provenienti da paesi terzi, prevista entro il 2017. 

«Mi congratulo con le diciotto  aziende europee», commenta Karmenu Vella (foto in alto), commissario per l'Ambiente, gli Affari marittimi e la pesca. «La lista – continua – manda un chiaro segnale: in Europa ci sono affari e impieghi legati al riciclo delle navi che possono essere svolti in condizioni sicure ed ecologiche». La Commissione ha anche adottato una misura che obbliga tutte le navi che invita i porti europei, indipendentemente dalla bandiera, a fornire informazioni sui materiali pericolosi presenti a bordo.