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04 luglio 2020, Aggiornato alle 15,15
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Posillipo, torna il Gran Premio della memoria

Domenica primo maggio la "Rievocazione" della corsa automobilistica che infiammò la fantasia degli appassionati tra gli anni Trenta e i Sessanta


di Marco Molino - Corriere del Mezzogiorno

Motori che rombano lungo i tornanti polverosi di città, a caccia di una vittoria non solo sportiva. Ma anche i ricordi cromati che luccicano nei circuiti della memoria, l'estetica senza tempo di una scocca ben costruita. C'è un po' di tutto questo nella "Rievocazione Storica del Gran Premio di Napoli", che il primo maggio celebra la sua diciannovesima edizione sulla collina di Posillipo. Oltre cento vetture d'epoca, praticamente tutti i marchi più significativi del Novecento, sfileranno con i loro orgogliosi proprietari su Viale Virgiliano, proprio sul percorso della gara che infiammò la fantasia degli appassionati tra il 1934 e il 1962.


La Ferrari, con alcune auto che hanno realmente partecipato alla competizione, sarà protagonista dell'amarcord organizzato al Parco della Rimembranza dal Classic Car Club Napoli. E insieme ai bolidi di Maranello, quasi un secolo di modelli che cattureranno l'attenzione del pubblico. Dalla gloriosa Lancia Artena del 1934 ai numerosi esemplari di Alfa Romeo, Fiat e Maserati. Imponente pure la presenza delle inglesi Jaguar, Triumph, MG e Austin Healey, delle tedesche Porsche, Volkswagen, Mercedes, BMW, oltre all'americana Ford. Nella sbornia di colori (prevale il rosso) e affusolate carrozzerie d'antan, un occhio di riguardo per la Taraschi Urania 750 Sport del 1949, della prima donna pilota di Formula 1, la napoletana Maria Teresa de Filippis, recentemente scomparsa.

Eppure fu un settentrionale, il "mantovano volante" Tazio Nuvolari, il primo vincitore del Gran Premio di Napoli, alla guida di una Maserati 3325 cc. Negli anni successivi si imposero altri campioni come Alberto Ascari (primo in cinque edizioni) Nino Farina, Luigi Musso e Luigi Villoresi. I piloti consideravano il tracciato partenopeo come uno dei più difficili a livello internazionale. "Quello di Posillipo - raccontava Manuel Fangio, che non riuscì mai a vincere qui - era un tipico circuito cittadino e nascondeva tante insidie, come gli spigoli dei marciapiedi, per non dire degli alberi lungo i tratti in discesa, ai lati della strada. Un vero incubo".

Ebbene l'avventuroso Gran Prix è finito da cinquant'anni, ma durante la rievocazione del primo maggio le auto antiche e moderne si sfideranno in una prova di abilità a cronometro, su strada chiusa al traffico, valida come secondo round del Campionato Sociale 2016 Classic Car. Perché il piacere della competizione non ha età.

 

Fonte immagini: Classic Car Club Napoli