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14 ottobre 2026, Aggiornato alle 15,30

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Infrastrutture

Porto di Taranto e Interporto Ferrandina, intesa per le merci della Basilicata

"Se vogliamo diversificare i traffici - ha spiegato il presidente dell'AdSP Mar Ionio, Giovanni Gugliotti - dobbiamo ampliare il suo hinterland, rafforzando i collegamenti ferroviari"

La firma dell'accordo tra il Porto di Taranto e l'Interporto Ferrandina

Il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio, Giovanni Gugliotti, annuncia l'importante intesa sottoscritta dall'ente pugliese con Ferrandina, l'interporto destinato a fare di Taranto una porta di accesso ai mercati mediterranei per la Basilicata. Nel quadro della diversificazione dei traffici che rappresenta una direttrice strategica del POT 2026-2028, l'interporto e il raccordo con il Sistema Portuale tarantino possono costruire una vera piattaforma logistico-produttiva, mettendo in connessione le aree industriali lucane con il porto e con le principali direttrici del Mediterraneo, con la ferrovia chiamata a diventare un fattore di competitività del porto. Il fatto che proprio la ferrovia entri in porto sia sul Molo Polisettoriale, ora in concessione alla SCCT/YILPORT, ma anche alla piastra logistica, Taranto può svolgere una funzione di cerniera tra il sistema produttivo del Mezzogiorno e il Mediterraneo.

"Per questi motivi – ha affermato Gugliotti in occasione della ratifica dell'accordo fra il porto di Taranto e l'interporto Ferrandina - l'AdSP deve essere soggetto attivo nella costruzione delle connessioni, lavorando insieme a Regioni, enti locali, RFI, operatori logistici e sistema produttivo per creare condizioni concrete di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e di integrazione con il porto. Ciò per passare dalla logica del "porto che riceve traffici" a quella del "porto che costruisce traffici". Questo significa lavorare sull'hinterland, intercettare nuovi bacini produttivi, accompagnare le imprese nella scelta delle modalità logistiche e costruire servizi ferroviari competitivi".

«Per noi l'intermodalità – ha concluso il presidente del porto di Taranto - non è semplicemente una questione di trasporto: è una politica industriale. Se vogliamo diversificare i traffici del porto di Taranto, dobbiamo contemporaneamente ampliare il suo hinterland, rafforzare i collegamenti ferroviari e costruire connessioni stabili con le aree produttive dell'entroterra. Ferrandina può rappresentare, in questo senso, un tassello importante di una rete nella quale porto, ferrovia, logistica e industria smettono di essere infrastrutture separate e diventano un unico sistema di sviluppo".

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