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14 ottobre 2026, Aggiornato alle 15,30

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Eventi - Infrastrutture

Competitività dei porti, Legora De Feo (Uniport): "Più infrastrutture, semplificazione e regole certe"

Le riflessioni del presidente dell'Unione Nazionale Imprese Portuali nel corso dell'assemblea pubblica tenuta a Roma

Pasquale Legora De Feo

Per il presidente di Uniport, Pasquale Legora De Feo, "il sistema portuale italiano sta dimostrando ancora una volta resilienza, ma per trasformare questa capacità di tenuta in crescita stabile e competitività abbiamo bisogno di una governance che abbia al centro una solida struttura del ministero di settore ed un efficace coordinamento con tutte le altre amministrazioni nazionali coinvolte, sia nella fase di gestione delle attività amministrative, che in quelle dei controlli; una governance che coinvolga le rappresentanze economiche, terminalisti e armatori in primis, riconoscendogli un ruolo non più soltanto propositivo, ma partecipativo".

Con queste riflessioni, Legora De Feo ha aperto a Roma l'assemblea pubblica dell'Unione Nazionale Imprese Portuali.  L'Assemblea ha riunito, al cospetto delle imprese rappresentate e degli stakeholder del settore, i rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni e del mondo associativo e imprenditoriale per un confronto sul futuro della portualità italiana, a partire dalla riforma della governance, dalle infrastrutture e dall'integrazione logistica, fino ai temi del lavoro e della formazione.

La resilienza dei porti italiani va trasformata in crescita
Il Presidente Uniport ha ricordato come nonostante un quadro internazionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, dalla crisi nel Golfo Persico e dalle pressioni sul commercio internazionale, il Mediterraneo continui ad affermare la propria centralità. Dopo un inizio d'anno più debole, i traffici marittimi nei porti italiani hanno evidenziato nel primo semestre segnali di ripresa: Il settore delle crociere si avvia verso nuovi record di passeggeri movimentati nei terminal italiani superando quota 15 milioni e anche il settore ro-pax è in "buona salute": nel segmento container si spera a fine anno di confermare la crescita che nel 2025 ha portato a raggiungere i 12,8 mln di teus. "Questa resilienza – ha sottolineato Legora De Feo – deve essere sfruttata al meglio. Per continuare a crescere non bastano la capacità imprenditoriale e gli investimenti privati: abbiamo bisogno di un sistema pubblico capace di accompagnare lo sviluppo con efficienza, rapidità e certezza delle regole".

Riforma della governance: "meno architetture istituzionali, più efficienza"
È alla riforma dell'ordinamento portuale che il presidente di Uniport ha dedicato una parte rilevante della sua relazione: "Condividiamo quanto da sempre sostenuto dal Vice Ministro Rixi in merito alla necessità di dotare il nostro Paese di una struttura centrale che consenta la realizzazione delle infrastrutture strategiche in tempi certi, faciliti il reperimento delle risorse necessarie anche attraverso la compartecipazione di investitori privati e sostenga, non sostituisca, le Autorità di Sistema Portuale, che resteranno le amministrazioni deputate alla gestione e allo sviluppo del demanio portuale nazionale. Confidiamo quindi che l'iter di approvazione del disegno di legge recepisca tali principi e obiettivi.", ha spiegato Legora De Feo.

Infrastrutture e intermodalità: "tempi certi per le opere strategiche"
Altrettanto forte è il richiamo sulla necessità di accelerare la realizzazione delle infrastrutture: "Abbiamo bisogno di dare tempi certi e rapidità di esecuzione alle grandi opere portuali, alla manutenzione ordinaria e agli interventi di dragaggio", ha evidenziato Legora De Feo, richiamando in particolare la Diga di Genova, la Darsena di Levante a Napoli, la Darsena Europa di Livorno e il Molo VIII di Trieste, e osservando che: "Si tratta di opere concepite molti anni fa il cui completamento consentirebbe ai porti interessati di avviare processi di trasformazione a beneficio dell'intera comunità portuale e retroportuale". La questione infrastrutturale, secondo UNIPORT, non può tuttavia essere affrontata per singoli segmenti: programmazione portuale e logistica devono procedere insieme, in una logica di sistema integrato: "Siamo convinti che il coinvolgimento dei capitali privati contribuirà a dare nuovo impulso all'infrastrutturazione e all'efficienza del sistema trasformando il nostro Paese", ha ribadito il presidente.

ETS: "rivedere il sistema per evitare penalizzazioni per porti e imprese europee"
Un capitolo specifico della relazione è stato dedicato alla dimensione europea e alla Direttiva ETS, rispetto alla quale UNIPORT sostiene la necessità di un intervento correttivo, evidenziando come l'attuale regime rischia di produrre effetti distorsivi sia sui collegamenti marittimi con le grandi isole italiane, sia sulle attività di transhipment, favorendo lo spostamento di traffici e investimenti verso porti di Paesi terzi. A questo riguardo, Legora ha affermato: "proprio in questi giorni abbiamo trasmesso, congiuntamente alle altre associazioni degli operatori del settore marittimo-portuale e Assoporti, agli Eurodeputati italiani relatori ombra della revisione dell'ETS marittimo in Parlamento Europeo una lettera per richiedere deroghe mirate per l'esclusione dei collegamenti marittimi Ro-Ro/Pax con le isole maggiori dall'ETS e per neutralizzare il costo ETS come driver del ricollocamento delle attività di trasbordo contenitori fuori Europa."

Lavoro e ricambio generazionale: "ora serve il Fondo per il pensionamento anticipato"
Sul fronte del lavoro portuale il presidente ha affermato che: "Ci preoccupano alcuni emendamenti al disegno di legge di riforma portuale che altererebbero l'attuale assetto del lavoro portuale e gli equilibri raggiunti. Siamo contrari a proposte che, in nome della tutela del lavoro, mirano al rafforzamento di uno soltanto dei pilastri che lo sorreggono. Siamo invece favorevoli agli emendamenti ampiamente condivisi dalle associazioni del settore, che mirano, finalmente, a rendere attuabile la norma che agevola il pensionamento dei lavoratori portuali e il riconoscimento di alcune attività come lavoro usurante, a prescindere dalla tipologia di impresa nella quale sono impiegati".
 

Tag: porti