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08 luglio 2020, Aggiornato alle 20,29
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Logistica

Porto di Napoli, terminal container a singhiozzo

Ancora lunghe file e autotrasportatori fermi. Botta e risposta Conateco-Fai. "Non vi concentrate alla stessa ora", la replica: "Troppi pochi carrelli"


di Paolo Bosso 
 
Il layout del terminal è in corso di modifica ma gli autotrasportatori non devono concentrarsi fuori i varchi in fasce orarie ristrette, «cosa sicuramente comoda per loro ma deleteria per le attività di consegna e ritiro». Così la Conateco, società che gestisce il principale terminal container di Napoli, replica agli autotrasportatori che da ieri sono fermi per protesta. Un blocco "di riposo", come riferisce la Fai-Conftrasporto, che dovrebbe durare fino a lunedì, se non oltre, per recuperare le ore perse fuori i varchi dei terminal con tempi che possono arrivare alle sette ore di attesa.

«È una risposta semplicistica», replica Ciro Russo, segretario regionale della Fai. «I movimenti degli autotrasportatori sono determinati dalla committenza e dalla catena logistica, non sono i camion che scelgono quando andare in fila. Non si può rispondere così, ignorando la complessità della questione. Questo terminal ha la caratteristica di avere un chilometraggio di consegna breve, cosa che non lo distingue da tanti altri, dove però non incontriamo gli stessi problemi. È insomma una caratteristica, non una problematica. In tutti i terminal ci sono le file di camion, ma qui il livello è assurdo. La domanda che ci poniamo – conclude Russo - è: ci sono gli strumenti e l'equipaggiamento per affrontare l'ordinarietà? Per ora la risposta che abbiamo avuto è no. La verità è che il terminal è carente nei carrelli, questo è un fatto oggettivo ed è la causa di queste lunghe attese, che non risiede di certo nella concentrazione eccessiva dei camion in determinati momenti. Sappiamo degli sforzi del terminalista di migliorare la situazione, ma senza un numero adeguato di mezzi meccanici credo sia difficile che si possano fare passi avanti».